La sfida di Luigi Cal da studente-cameriere a direttore dell'Onu. Dai lavori umili all'impegno sociale con le Nazioni Unite

MARENO. Da una famiglia di umili origini di Ramera ai vertici di uno degli organismi delle Nazioni Unite. E' la storia di Luigi Cal, classe 1949, nominato direttore dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro (Ilo) per l'Italia e San Marino.
Cal è stato anche direttore del dipartimento internazionale della Cisl. La presentazione ufficiale è avvenuta giovedì nella sede romana dell'Ilo, agenzia delle Nazioni Unite fondata nel 1919 e responsabile dell'adozione e dell'attuazione delle norme internazionali del lavoro. Un compito importante, ma soprattutto una bella storia di riscatto personale. A far scattare la molla di una carriera che lo ha portato a ricoprire importanti cariche a livello internazionale, impegnandolo nella difesa dei diritti dei lavoratori in tutto il mondo e in particolare in America Latina e Africa, sono state proprio le sue origini. «E' stata una sfida con il sistema - racconta -. Un giorno, quando avevo 7 anni sono andato nel municipio dove vivevamo, e ci tengo a sottolineare che non era quello di Mareno, con mio padre. Quando gli hanno chiesto di firmare ha detto di non avere con sé gli occhiali e ha chiesto di poter portare a casa il documento, voleva leggerlo insieme a qualcuno per sapere cosa stava firmando. La persona allo sportello disse, «Ecco i soliti contadini che non sanno né parlare né tacere né leggere né scrivere». Quella è stata la molla». Per pagarsi gli studi ha lavorato come cameriere a Jesolo, ha fatto l'assistente in un collegio e ha contato sull'aiuto della famiglia e dei fratelli che iniziarono a lavorare a 11 anni e ora sono artigiani. Dopo la laurea a pieni voti all'Università Cà Foscari di Venezia alla Facoltà di Filosofia e Lingue e Letterature Straniere, ha poi conseguito dei titoli post-laurea all'estero, all'Istituto Superiore di Studi Europei presso l'Università di Nizza e all'Accademia Diplomatica Internazionale di Vienna. Cal è stato direttore del Dipartimento internazionale della Cisl dal 1991. Nei primi anni del suo impegno sindacale si è contraddistinto per la promozione di diverse iniziative di solidarietà a favore dei nascenti sindacati della Polonia e del Brasile, Solidarnosc e Cut, guidati da Walesa e Lula. Il legame con la terra di origine però è rimasto. Per anni al ritorno a Ramera ha suonato l'organo in chiesa. «Ho mantenuto - dice - un legame stretto con la mia famiglia, con i miei fratelli Sergio e Vittorino, considero le mie radici molto profonde».
Renza Zanin

LA TRIBUNA DI TREVISO - Sabato, 16 luglio 2011