La reazione dei sindacati. «Scandaloso tener aperto il giorno di Pasqua»

Al momento si sa che nel giorno di Pasqua saranno aperti soltanto i supermercati Billa di via Chiesanuova (quello davanti al cimitero) e di via Facciolati. A pasquetta apertura assicurata per l’Auchan - Centro Giotto, in via Venezia e per l’Alìper di Abano Terme. Il Gruppo Famila sta decidendo in queste ore se aprire il Lunedì in Albis alcuni punti vendita oppure no. Il gruppo commerciale, invece, che ha già deciso di tenere abbassate le serrande è l’Aspiag Service spa, con sede centrale a Mestrino e supermercati anche all’interno di Ipercity, a Mandriola di Albignasego ed alle Brentelle, a Sarmeola di Rubano. «Abbiamo deciso la chiusura totale sia a Pasqua che a Pasquetta anche in segno di rispetto delle credenze religiose dei nostri dipendenti, che sono, quasi tutti, cattolici praticanti» osserva l’amministratore delegato del Gruppo Despar Nordest. Da sempre abbiamo anche un buon rapporto con i sindacati confederali della categoria e, quindi, è giusto venire incontro alle loro esigenze ed alle loro richieste». Più diplomatica la posizione del patròn del Gruppo Alì. «Se fosse per il sottoscritto terrei chiusi tutti i punti vendita sia a Pasqua che a Pasquetta» dice Francesco Canella «Aprirò l’Alìper di Abano solo a Pasquetta e, probabilmente, anche i supermercati turistici di Caorle, Jesolo e Cavallino solo per rispondere in modo adeguato alla concorrenza degli altri gruppi commerciali. Sarebbe controproducente tenerli chiusi tutti mentre gli altri aprono». A proposito di aperture domenicali all’infinito, che sono possibili ovunque in base al Decreto SalvaItalia, prende una durissima posizione anche Ferruccio Fiorot, della segreteria nazionale della Fisascat-Cisl, «Spetterà al nuovo governo emanare un nuovo provvedimento per restituire alle Regioni il potere legislativo in materia di commercio. Nell’attesa della nuova legge, comunque, mi sembra scandaloso che, per ragioni di mero profitto, si tenga aperto nelle festività pasquali». ( f.pad.)

IL MATTINO DI PADOVA - Martedì, 26 marzo 2013