La protesta. Piove sui sedili della linea M i sindacati: mezzi inadeguati

PADOVA - Piove negli autobus di Busitalia. Ne sanno qualcosa i passeggeri che ieri hanno percorso la tratta Padova-Montegrotto, costretti a rinunciare ad alcuni posti a sedere per non bagnarsi. «Non bastavano i disagi per i ritardi con cui viaggia di solito l’autobus della linea M e per la cronica carenza di corse», protestano. «Sul mezzo numero 776 delle 10.25 da Padova a Montegrotto era addirittura impossibile sedersi, perché nelle ultime file pioveva acqua dal tetto. Questi autobus, che spesso sono anche molto sporchi, non dovrebbero circolare. Noi segnaliamo i problemi all’azienda, ma nessuno ci ascolta. In compenso i biglietti aumentano in modo ingiustificato (2,60 euro a corsa). Si pensi alla figura che facciamo quando un turista deve prendere un bus verso le Terme Euganee». Il disagio, segnalato una decina di giorni fa anche dalla lista civica CambiAbano, aumenta di giorno in giorno, mettendo in difficoltà anche gli autisti. «La situazione è allucinante e imbarazzante», osserva Stefano Pieretti del sindacato Cobas. «Abbiamo già segnalato più volte all’azienda che gli autisti non sanno che giustificazioni dare. Gli autobus sono sempre più scassati e hanno, molti di questi, ormai 15 anni. Ci chiediamo se ci siano le condizioni per far continuare a viaggiare questi mezzi. E ci chiediamo anche cosa aspetti l’azienda a tirare fuori i venti nuovi autobus che dice di aver acquistato. Intanto autisti, passeggeri - e tra loro tanti turisti - continuano a viaggiare rischiando la propria incolumità. Gli autisti ne possono più», aggiunge il sindacalista. «Non possono continuare a prendersi rimbrotti dai passeggeri per colpe che non sono le loro. Anzi sono gli autisti le prime vittime di questa situazione che è diventata grottesca». Per i ritardi delle corse Stefano Pieretti ha una spiegazione: «Sono dovuti al fatto che l’azienda ha sbagliato a calcolare i tempi di percorrenza», rileva il sindacalista dei Cobas. «Quelli attuali non sono compatibili con il traffico cittadino. I tempi di percorrenza sono logicamente diversi tra le corse delle 6 e delle 7 del mattino. Soprattutto sulla tratta Padova-Terme Euganee. L’azienda ha previsto tempi più stretti di percorrenza per risparmiare sugli uomini. Se con ogni corsa si guadagnano 10', alla fine delle giornata l’azienda ha risparmiato un uomo e uno stipendio». (Federico Franchin)

IL MATTINO DI PADOVA - Martedì, 07 febbraio 2017