La protesta. Orari e ferie, addette ai pasti dell’ospedale in agitazione

TREVISO - Protesta delle lavoratrici di Serenissima Ristorazione ieri mattina al Ca’ Foncello. Il presidio è stato voluto dalle dipendenti del gruppo che fornisce i pasti all’ospedale di Treviso, per denunciare il mancato rispetto degli accordi contrattuali, soprattutto per quanto riguarda straordinari, flessibilità e part time, nonché il diritto alla pianificazione dell’orario di lavoro e delle ferie, così come stabilito dall'accordo aziendale sottoscritto con i sindacati. «La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la decisione unilaterale di Serenissima di dare due settimane di ferie in periodi non richiesti dai dipendenti. Suona come una ripicca verso le lavoratrici che già si sono ridotte l'orario di lavoro per far fronte ai tagli», denuncia Feliceta Bonan di Filcams Cgil, «lo stato di agitazione è partito il 2 marzo ma confidiamo in un incontro all'Ispettorato Territoriale del Lavoro». Istanza che Patrizia Manca di Fisascat Cisl vede come necessaria e urgente, alla luce di quanto sta accadendo alle lavoratrici di Serenissima. «Da quanto l'azienda (che gestisce in appalto la mensa), ha sottoscritto il contratto con Ospedal Grando (che dovrà costruire la Cittadella della Salute), sono stati messi in atto degli interventi incomprensibili», evidenzia Manca, «la ciliegina sulla torta riguarda l'avviso che non ci sarà più il diritto a due settimane di ferie nel periodo estivo. Questa decisione unilaterale danneggia tante donne e mamme, impedendo l'organizzazione della vita familiare e personale». Le rappresentanze sindacali chiedono di tutelare i diritti di circa 100 dipendenti di cui 40 impiegati nelle cucinette, che garantiscono ogni giorno l'erogazione di 800 pasti, a benefici dei degenti e della mensa aziendale. Proprio oggi, il direttore generale dell'Usl 2 Francesco Benazzi, incontrerà i vertici di Serenissima. (v.c.)

LA TRIBUNA DI TREVISO - Giovedì, 30 marzo 2017