La mostra. Le donne uccise diventano ritratti Per non dimenticare

MESTRE - Una struttura totemica interamente tappezzata di ritratti, chine su carta, 288 in tutto. Tanti quanti sono state le vittime del femminicidio in Italia. Donne uccise dal 2015 a oggi. Tra i ritratti su carta di cotone , misura 20 per 30, ci sono anche le sette donne uccise a Nordest negli ultimi mesi: Anastasia, Sonia, Mariarca, Chiara, Nadia, Sabrina, Marianne. Volti di donne uccise strappati all'oblio dal progetto artistico di Paola Volpato, artista di Noale che usa la sua arte come impegno militante. Da ieri mattina i volti delle 288 vittime di femminicidio in Italia sono diventati pannelli, esposti in una mostra all'interno della sede della Cgil regionale di via Peschiera a Mestre. In occasione del 25 novembre, giornata mondiale contro la violenza sulle donne, ieri il sindacato ha organizzato l'iniziativa "Parole e immagini - Le donne, il linguaggio, la violenza". Una giornata di confronto e riflessione al femminile sulla lingua, sulle relazioni, sul concetto di violenza. Sullo sfondo i potenti ritratti su china della Volpato che nella versione originale si preparano ad essere esposti, invece, a Roma, presso la Sala del Cenacolo del Complesso di Vicolo Valdina/Camera dei deputati. L'esposizione sarà ospitata dal 24 novembre al 7 dicembre. Inaugurazione, giovedì 23 novembre, alle ore 17.00 alla presenza della onorevole Delia Murer, Cesare Biasini Selvaggi, Giorgia Calò, Laura Zangarini. «Ho passato tutta l'estate a lavorare ai ritratti del 2017 e quando ho terminato a fine ottobre, mi sono resa conto che per fortuna non c'erano stati altri casi», ci racconta la Volpato. «Per ritrovare le foto di queste donne, non è stato facile. La ricerca è stata lunga, soprattutto basandosi sulle foto pubblicate sui quotidiani». Per quelle donne, rimaste senza una foto che ne ricordi un volto sulle pagine di cronaca nera, la Volpato ha lasciato uno spazio vuoto. Colpisce anche la lunghissima lista di nomi, su sfondo nero che accompagna i ritratti. Volti che colpiscono per l'impatto del ricordo. L'operazione artistica è quella di ristabilire una memoria pubblica facendo riflettere su una tragedia che non colpisce solo le donne in quanto vittime, ma l'intera società. La speranza dell'artista è che questa esposizione possa anche svelarsi nel nostro territorio. Per ora potranno vederla solo quanti entrano all'interno della sede sindacale di via Peschiera, sul Terraglio. (Mitia Chiarin)

LA NUOVA VENEZIA - Sabato, 18 novembre 2017