La Regione autorizza la sostituzione del personale medico ma è più selettiva per psicologi e assistenti sociali. Sette infermieri e due operatori...

FELTRE Sette infermieri e due operatori sociosanitari da assumere a tempo indeterminato nell'azienda ospedaliera. La Regione ha autorizzato questo passaggio che consente la flessibilità di infermieri con esperienza e anzianità di servizio indirizzati alle specialità. Ma tutto questo non si potrebbe fare se i posti lasciati dai pensionamenti non fossero coperti dalle new entry. Gli ultimi nuovi posti istituiti, quattro in tutto che vanno ad assommarsi ai tre della precedente autorizzazione regionale e ai due destinati agli operatori sociosanitari, servono a coprire la vacanza di due posti di infermiere esperto categoria Ds (infermieri con qualifiche dirigenziali di coordinamento), un posto di infermiere psichiatrico esperto già vacante e un posto di infermiere psichiatrico semplice che si renderà vacante dal 23 dicembre di quest'anno. I due Ds sono Walfré De Rocco, caposala di neurologia con funzioni di coordinamento nell'ambito del dipartimento, scomparso tragicamente la scorsa estate, e Giorgina Dalla Corte ora in quiescenza, le cui funzioni dirigenziali erano legate alle attività di day surgery, ossia della chirurgia minore con ricoveri brevi. Per medici e infermieri, dunque, non si pone il problema di autorizzare nuove assunzioni al fine di garantire il turn over e di scongiurare la sofferenza nei reparti. Ciò che la Regione autorizza con grande parsimonia è l'assunzione delle cosiddette figure professionali intermedie, quelle dei dirigenti sanitari non medici come gli psicologi, e quelle degli assistenti sociali i cui posti restano vacanti dopo dimissioni o quiescenze. Comunque sia le dimissioni per cessazione dal lavoro per pensionamento o per trasferimento ad altre Usl, nell'ambito del comparto (infermieri, operatori, tecnici di laboratorio e di radiologia), ha rappresentato un fenomeno massiccio fra l'estate e l'autunno del 2013. E nel corso del 2014, per quanto meno incisivo, non è mancato l’“esodo”. Va considerato inoltre che di media, le lavoratrici sia in ambito assistenziale che in quello tecnico, si astengono dal lavoro per il periodo di maternità, in un numero che varia fra le ventiquattro e le venticinque ogni anno. Il fenomeno dei sottorganici in reparti e servizi, sempre per quanto riguarda il personale d'assistenza o tecnico, tiene alto il livello di attenzione della dirigenza strategica, condotta dal direttore generale Adriano Rasi Caldogno, che per il 2013 si è aggiudicata l'assunzione a tempo indeterminato di tre infermieri, attinti dalla graduatoria concorsuale. E per l'anno in corso promuove il bando per quattro posti in più a tempo indeterminato.

IL CORRIERE DELLE ALPI - Sabato, 29 novembre 2014