LA VISITA. Commissione consiliare a San Pietro, San Camillo e Ipark. Ipab e le case di riposo «Famiglie coinvolte»

Tavolo con la cooperativa Bramasole per discutere i problemi del nuovo orario «Le rette sono troppo alte»

 

Si sono mossi in gruppo alle 9 di mattina, da San Pietro al San Camillo fino all´Ipark. Ma l´avevano promesso tempo fa: faremo un tour fra le case di riposo della città per vedere cosa succede e che problemi ci sono. Così ieri per la prima volta da quando l´Ipab è commissariata, la commissione consiliare per i servizi alla popolazione ha fatto la sua “ispezione” nelle strutture per anziani. Risultato? Hanno parlato con i responsabili della gestione, con il personale, hanno visitato locali e stanze. Hanno fatto domande al commissario Franceco Zantedeschi, parlato di bilancio. E soprattutto dei punti critici: i problemi di orario dopo l´arrivo alla gestione della cooperativa Bramasole, le rette troppo alte, il buco di bilancio da ripianare con la vendita all´asta di otto fabbricati, gli le strutture da rimodernare.

Spiega il presidente della commissione, Raffaele Colombara: «Non è competenza nostra fare ispezioni, ma volevamo capire la situazione. Abbiamo avuto prima un lungo incontro con il commissario. Ci ha spiegato come con le vendite di alcuni beni dell´Ipab vogliono coprire i 6 milioni di buco. Dei 5, 3 milioni di euro della Regione su cui dovrà decidere il prossimo cda. Resta il problema delle rette alte e dei vicentini che preferiscono cercarsi posto fuori città in altre strutture. Bisognerà trovare un modo per abbassarle».

Intanto la commissione ha incassato quella che Colombara definisce «una buona notizia»: «Oltre al normale tavolo tecnico tra Ipab, Comune e sindacati, il commissario ha deciso di aprirne un altro anche con i familiari e la cooperativa che gestisce il San Camillo per confrontarsi sui problemi. Speriamo che diventi un appuntamento fisso». Proprio al San Camillo ci sono forse i problemi maggiori. Su tutti l´età delle strutture, nate negli anni ´60 per una popolazione di pensionati ancora autonomi ma che oggi ospita anche un reparto per persone totalmente non autosufficienti.

In ballo c´era poi la questione orario, quella sollevata dal personale e dai familiari degli anziani dopo il taglio da 35 a 25 ore settimanali per gli operatori deciso dalla Brasamasole. Taglio finito anche in un´interrogazione regionale del consigliere Pd Stefano Fracasso che parlava di «servizi nel caos, operatori che protestano per la disorganizzazione dei turni di lavoro, familiari che lamentano disservizi». «Gli operatori sono d´accordo che il cambio gestione sta dando problemi, ma che si sta rimodulando l´orario - dice Colombara - . Di sicuro noi continueremo a vigilare». In attesa che a San Pietro torni un consiglio di amministrazione.AL.MO.

IL GIORNALE DI VICENZA - Sabato, 29 novembre 2014