L'intervento. «Berti, un esempio di come ripartire»

VENEZIA - Leggiamo in questi giorni sui giornali l'attenzione posta nella vicenda relativa alla rinascita della ditta Berti ed evidenziamo che tale vicenda va vista come un esempio da seguire non per altro. È un esempio perché i lavoratori hanno dimostrato come si possa ripartire con la tenacia e la volontà, rischiando del proprio in una situazione per niente favorevole e in un momento storico dove il mercato dell'edilizia, a cui fanno riferimento, non era e non è di certo al massimo splendore.Ricordiamo come Filctem Cgil che questa avventura l'abbiamo intrapresa assieme ai lavoratori con la convinzione che se pur non fosse facile, sarebbe stata la sfida giusta, l'unica che ci avrebbe permesso di salvare dei posti di lavoro e che l'alternativa sarebbe stata quella di seguire il destino di moltissimi altri lavoratori, arricchendo le fila dei disoccupati con conseguenze personali e famigliari spesso molto difficili. Ed è qui che è cominciata un'avventura durata più di un anno, partita da un presidio davanti ai cancelli dell'azienda per settimane, alternata con iniziative per le piazze, fino arrivare al fallimento della società Berti srl.Da lì sono iniziati i contatti con la Lega Coop e i professionisti che ci assistevano, con i quali abbiamo intrapreso un passaggio fitto di incontri e un lavoro continuo, supportato dalle istituzioni locali, sia per il riconoscimento degli ammortizzatori sociali, sia per concretizzare il progetto della ripartenza delle attività attraverso la costituzione della Cooperativa della Berti SCL. Come Filctem Cgil ricordiamo con piacere questi periodi perché riteniamo che sia stata un'esperienza importante che dimostra come i lavoratori, il sindacato e tutti i soggetti che si spendono per mantenere i posti di lavoro e le produzioni italiane siano soggetti importanti in un Paese che ormai ragiona più di assistenzialismo che di lavoro. Riteniamo serva un impegno vero per sostenere le produzioni italiane, questo vale per la ditta Berti scl, come per le tante eccellenze del nostro Paese, le quali devono ricercare all'estero il loro mercato perché in quello interno non trovano sbocchi, messi alle corde da una concorrenza che spesso nasce da processi produttivi che agiscono sul ribasso del prezzo e non sulla qualità. Credendo nell'importanza del lavoro come bene prioritario, come sindacato ogni giorno ci troviamo ad affrontare situazioni di questo tipo, ma purtroppo poche sono le esperienze che arrivano ad una conclusione positiva come è accaduto nella vicenda della ditta Berti, spesso per interessi di vario tipo che fanno naufragare possibili percorsi e non solo per volontà.Per questo va posta la giusta attenzione sul valore di questa esperienza, più che alla facciata, e va sottolineato come i veri protagonisti di questo siano stati i lavoratori. (Davide Stoppa, SegreteriaFilctem Cgil Venezia)

IL GAZZETTINO - Mercoledì, 22 maggio 2019