L'azienda per ora non commenta. Alla "Salvagnini" previsti 144 esuberi. Via allo sciopero

Sarego. Astensione di un'ora dal lavoro e assemblea dei dipendenti della Salvagnini Italia di Sarego, giornata di mobilitazione ieri alla storica azienda.
I lavoratori dicono no al licenziamento di 144 tra impiegati e operai considerati in esubero sui 592 dipendenti dell'azienda leader mondiale nelle automazioni per la lavorazione della lamiera.
Lo sciopero dalle 16 alle 17 di ieri organizzato da Fim e Fiom si è svolto nel piazzale dello stabilimento di Monticello di Fara nella via intitolata al fondatore, Guido Salvagnini.
«Vogliamo ribadire - spiega Morgan Prebianca, segretario della Fiom - la contrarietà a procedere a un alto numero di licenziamenti per tagliare il costo del lavoro. La protesta fa seguito alla rottura delle trattative di venerdì scorso dovuta alla mancata accettazione della nostra proposta di introdurre il contratto di solidarietà, cosa che l'azienda accetterebbe solo a fronte di un taglio alla parte fissa del premio di risultato e delle indennità di trasferta». In pratica, secondo calcoli del sindacato, si tratta della riduzione di 100 euro in media al mese e del 40% dell'indennità. Il caso Salvagnini ha suscitato la presa di posizione anche del segretario generale Cgil di Vicenza, Marina Bergamin.
«Come temevamo - afferma - stanno arrivando sui nostri tavoli pesanti piani di ristrutturazione. Nei piani industriali il cuore della discussione sta nel taglio del costo del lavoro, non in un progetto industriale condiviso. Perché ricattare il sindacato e i lavoratori minacciando la mobilità, quando c'è stata l'esplicita disponibilità a ragionare su altre misure come i contratti di solidarietà». Dello stesso avviso Raffaele Consiglio segretario della Fim-Cisl: «I lavoratori sono pronti a discutere sul contratto di solidarietà, ma l'azienda deve accettare di sedersi al tavolo e rinunciare alla mobilità».
La direzione di Salvagnini Italia contattata al telefono ha deciso al momento di non esprimere commenti.
Matteo Guarda

IL GIORNALE DI VICENZA - Martedì, 23 marzo 2010