«L’aeroporto crea posti di lavoro la nuova giunta deve ascoltarci». Marchi (Save) e Zoppas (Confindustria) lanciano un appello ai futuri amminis...

Enac: il sistema Nordest sarà leader in Europa. Il ministro Lupi: «Alta velocità per i maggiori scali»

«L’ultima amministrazione ci ha trattato come speculatori, speriamo che con la prossima si possa dialogare come noi abbiamo fatto con il territorio e la comunità locale, la quale ha capito che l’Aeroporto è un vicino ingombrante ma può portare ricchezza e lavoro, noi continuiamo a mettercela tutta». Il presidente di Save Enrico Marchi ieri mattina, dalla sala conferenze dell’Aeroporto Marco Polo, ha lanciato l’ennesimo appello alla futura giunta, visto che siamo in clima di elezioni comunali. Lo stesso messaggio è giunto dal presidente di Confindustria Venezia, Matteo Zoppas: «Nei prossimi mesi, visti i livelli di disoccupazione che abbiamo, ci auguriamo che la preferenza vada verso chi saprà cogliere un percorso di sviluppo dell’economia, non verso chi fa la guerra allo sviluppo. Far crescere la struttura dell’Aeroporto è qualche cosa che non possiamo evitare». L’occasione era la presentazione dello studio che il Censis ha realizzato per il Marco Polo, discusso ieri assieme al presidente, Giuseppe De Rita e a Francesco Maietta, studio effettuato su un campione rappresentativo di cittadini e dal quale emerge che per i veneti, lo sviluppo è fondamentale e che lo scalo veneziano è «sempre meno “stazione” e sempre più City per lo sviluppo di un intero territorio». E proprio in questa direzione lavorano le società responsabili degli scali del Veneto attraverso piani industriali redatti sull'investimento in infrastrutture, necessarie a ridare slancio alla crescita. Secondo la ricerca il 39,4% dei veneti pensa a un futuro con più turisti con più imprese che esportano (35,3%) con più stranieri che lavorano (28,7%) e con maggiori investimenti esteri (25%). «Il Veneto è sempre stato un luogo “terragneo”», ha sottolineato il presidente del Censis Giuseppe De Rita, «ma ora si è saturato. La terra l'ha conquistata tutta anche al proprio interno. Il problema ora è di sfruttare la concentrazione sul territorio per volare altrove e questo aumenta il valore dell'aeroporto e della sua dimensione istituzionale». Lo scalo veneziano, da questo punto di vista, sta facendo scuola secondo Marchi: «L'aeroporto è un vicino di casa ingombrante ma un vicino che porta ricchezza. Ecco perché dev'essere interpretato oltre la logica tradizionale. Noi siamo già Marco Polo City perché oltre agli 8 milioni di passeggeri che vi transitano annualmente, i 5mila occupati e i 400 addetti alla sicurezza, siamo diventati una sorta di nuova “piazza comunale”». Una dimensione “istituzionale” che per lo studio del Censis trova il "consenso ampio, diffuso e trasversale" dei veneti all'ampliamento e all'integrazione della rete degli aeroporti della regione, con un ruolo di punta del Marco Polo di Venezia candidato capofila al polo aeroportuale regionale che comprende gli scali di Treviso, Verona Villafranca e, appena oltre confine, lo scalo bresciano di Montichiari. Regia dello scalo veneziano confermata anche dal presidente di Enac, Vito Riggio, secondo il quale c’è la possibilità che il sistema Nordest e Venezia diventino il primo aeroporto d’Europa, sottolineando anche che il Marco Polo è il più bello dello Stivale. Fondamentali per lo sviluppo le infrastrutture: il ministro Lupi in una lettera letta ieri mattina, ha posto l’accento sull’importanza strategica del Marco Polo: «Il 26 agosto abbiamo sottoscritto con Rfi un accordo che prevede lo studio di fattibilità dei migliori e più efficienti collegamenti ad alta velocità per i tre aeroporti a vocazione intercontinentale: Milano Roma e Venezia. L’aeroporto di Venezia è un nodo strategico che insiste in ben due corridoi europei, Mediterraneo e Adriatico Baltico. Valuteremo lo studio che ci sarà sottoposto e parteciperemo per la progettazione al primo bando europeo su questa tematica per la programmazione 2014-2019».

LA NUOVA VENEZIA - Sabato, 29 novembre 2014