Jesse, il fisco vuole 4 milioni dagli operai. È tale l’ammontare del credito per il fuoribusta ricevuto. Sindacati, Provincia e Comune chiedono a...

GAIARINE E’ di 4 milioni il credito dell’Agenzia delle entrate dai lavoratori della Jesse di Gaiarine, poco più di 250. Una enormità se ciascuno di loro deve scucire di tasca, in tempi di crisi come questi, migliaia di euro. Una somma, però, che non arriva neppure al 10% del credito dal mobilificio dell'Ufficio delle Entrate, credito che schizzerebbe a a 60 milioni di euro. Ed ecco che il Comune, la Provincia ed il sindacati sono impegnati in queste ore a convincere i titolari della Jesse, coinvolti in una pesante indagine della Finanza, un anno fa, che le ha contestato ricavi non dichiarati per 19 milioni di euro, poi moltiplicatisi con le tasse e le multe, a dare copertura al credito dei suoi operai. Magari con “un acconto”, per incominciare. «Ribadiamo il nostro impegno a intraprendere e condividere un percorso non soltanto con le istituzioni, ma anche con la stessa proprietà, in modo da poter rilanciare la Jesse e tutti i suoi lavoratori, in quel mercato del mobile che li vedeva protagonisti e che li dovrà vedere tali nel più breve tempo possibile», afferma Giacomo Bernardi, della Filca Cisl, che interviene sulla vicenda. «Se l’azienda chiude o intende chiudere – afferma Bernardi – non è colpa del sindacato o dei dipendenti, ma di una cattiva gestione andata avanti per anni. Ribadiamo ancora una volta che con l’illegalità non si ottiene niente: Jesse non scarichi le proprie colpe su chi si sta impegnando per tutelare i lavoratori». Bernardi ricorda che l’incontro di mercoledì scorso tra Comune, Provincia e sindacati – prosegue Bernardi - si è svolto dopo una serie di assemblee con i lavoratori, nel corso delle quali il sindacato si era impegnato a mettere a disposizione tutti gli strumenti necessari per traghettare i dipendenti nel modo meno traumatico possibile fuori da una situazione che si è da subito palesata estremamente pesante. Basti pensare che il credito avanzato dall’Ufficio delle Entrate, per i soli lavoratori, era pari a circa 4 milioni di euro. Lo scopo di queste assemblee e del successivo incontro in Comune – prosegue Bernardi – è stato quello di condividere un percorso comune anche con le istituzioni, in modo da evitare una situazione di gravissimo disagio sia per l’azienda che per i dipendenti, senza in alcun modo precludere l’attività della Jesse. L’impegno da parte nostra è quello di garantire l’attività dell’azienda con tutti i suoi dipendenti. Nello stesso tempo ci sentiamo in obbligo di aiutare i dipendenti a intraprendere la strada di minor impatto possibile, se non nullo addirittura, ricordando che molti di loro sono in cassa integrazione con un reddito minimo: un’eventuale sanzione li metterebbe in ginocchio», conclude il sindacalista della Filca Cisl. Francesco Dal Mas

 

Le strategie. Dal 9 al 14 aprile al salone del mobile per nuove commesse

 

GAIARINE. Dal 9 al 14 aprile il mobilificio Jesse di Gaiarine parteciperà al Salone del mobile di Milano, dove gli operatori del settore ipotecano un anno di commesse, quindi di produttività. La Jesse, dunque, guarda avanti. Ha problemi di cassa integrazione, il sindacato ha manifestato qualche preoccupazione per possibili smottamenti occupazionali. Ma proprio per questo – interviene l’assessore provinciale Michele Noal – sollecitiamo l’apertura immediata, ovvero a giorni, di un tavolo di confronto. Secondo le sue intenzioni e quelle del sindaco Loris Sonego, che ha i contatti diretti con la proprietà, il tavolo dovrebbe chiarire la prospettiva dell’importante mobilificio del Livenza, dopo le disavventure con la Finanza e l’Agenzia delle entrate. La Provincia ed il Comune, così pure i sindacati, sono pronti a sostenere lo sforzo dell’impresa – insiste Noal – se ci sarà la sua disponibilità a venire incontro alle esigenze dei lavoratori. Gli operai, infatti, non sono nelle condizioni di pagare 4 milioni di multe per i soldi ricevuti in nero. Nei giorni scorsi era emerso un ulteriore problema: Loris Dottor della Fillea Cgil aveva denunciato il mancato pagamento dei premi di risultato ed aveva minacciato che il sindacato, se l’azienda non avesse pagato, avrebbe chiesto l’ipoteca sui beni immobili della proprietà. Questa prospettiva resta, ma la sua concretizzazione dipende anche dalla risposta che l’azienda darà al tavolo del Comune e della Provincia. «La Jesse può procedere con il suo ricorso contro l’Agenzia delle entrate, ma per quanto riguarda i dipendenti», puntualizza l’assessore Noal, «deve fare un passo avanti». Passo che consisterebbe nella disponibilità a pagare almeno un acconto per i lavoratori, quelli in particolare che si trovano in maggiori difficoltà. Lavoratori, fra l’altro, che sono in fibrillazione tra loro, perché la maggior parte ha ricevuto i fuoribusta, altri no. E questi ultimi l’hanno scoperto solo adesso. Per il sindacato, dunque, esiste un problema in più, quello di portare la pacificazione anche tra il personale della Jesse. Ed è, guarda caso, lo stesso assessore Noal a raccomandare ai lavoratori di stare uniti e di non affidarsi a consulenti esterni, perché il rischio è di andare alla guerra di tutti contro tutti. (f.d.m.)

LA TRIBUNA DI TREVISO - Martedì, 19 marzo 2013