In Municipio. Chiesto un consiglio comunale

Martedì 26 Marzo 2013, Rovigo - (p.a.) Dalla «fonderia» si forma un corteo: sindacalisti in testa, gli operai sventolano le bandiere e seguono in silenzio. Tappa in municipio. Nella sala consiliare l'assessore ai Servizi sociali Claudio Brusemini riceve la delegazione: garantisce la massima attenzione del Comune, dice che alcuni dei lavoratori li conosce perchè vengono ai servizi sociali. Prende la parola Zanin della Fiom Cgil che illustra la situazione: «Occorre mandare un segnale all'azienda da parte di lavoratori che hanno lavorato gratis, che vantano crediti per stipendi non pagati anche di ventimila euro e attendono interventi minimi di galleggiamento». Aggiunge Bolognesi della Uilm: «Siamo al paradosso che operai e sindacati chiedano il fallimento di una fabbrica ma è la strada obbligata per aver accesso al fondo di garanzia Inps e al trattamento di fine rapporto; la cassa integrazione è in ritardo: è stata pagata solo sino a ottobre». A nome di tutti Zanini chiede a Brusemini di convocare un consiglio comunale aperto che coinvolga anche i Comuni vicini per far sentire le istituzioni vicine ai lavoratori. Brusemini è d'accordo. Fra lavoratori di 40, 50 anni e forse di più, c'è il più giovane di tutti: «Ho vent'anni, cercavo un lavoro e ho trovato solo questo, ho tre mesi di stipendi arretrati: il mio futuro è questo? Che speranze ho?».

IL GAZZETTINO - Martedì, 26 marzo 2013