Impresa di pulizie condannata dal giudice. Fa causa per mobbing risarcita con 16.000 euro

Il giudice del lavoro Francesco Perrone ha condannato una ditta di pulizia di Torino a risarcire con 16.000 euro una lavoratrice dipendente che aveva intentato una causa per mobbing. La dipendente, 56 anni, nel 2005 veniva assunta come operaio generico addetto alle pulizie e grazie ad una serie di sub appalti si è occupata per diverso tempo della pulizia della sede dell’Aci di Padova in via Scrovegni. Dall’esposto presentato dall’avvocato Francesca Varotto Zannini del sindacato Ugl, la lavoratrice, si definisce “responsabile del cantiere” visto che, disinseriva gli allarmi e vi entrava con la “squadra” di pulizie; nel fare ciò utilizzava le chiavi di accesso e i codici di sblocco degli allarmi che le erano stati consegnati dai dirigenti della sede Aci e coordinata altri tre lavoratori. I dirigenti dell’Aci concordavano con lei tempi e modi delle pulizia negli ampi locali dell’Automobil club. Le contestazioni dell’azienda in merito al suo operato sono state diverse: in un’occasione anche quella di essere arrivata al lavoro troppo in anticipo, sanzionandola con due ore di multa. Improvvisamente l’azienda (che poco prima le aveva tolto il permesso, prima concesso, di uscire dal lavoro alle 20 anzichè alle 22, il lunedì) l’ha sollevata dall’incarico, assegnandola ad un altro incarico, dove il suo superiore sarebbe stato un marocchino. Le sono stati anche contestati anche dei giorni di assenza ingiustificata. A seguito di questi eventi la donna sviluppava uno stato ansioso depressivo di tipo reattivo collegato alla conflittualità lavorativa, con labilità emotiva e pianto frequente, ridotto appetito, insonnia, insicurezza e autosvalutazione” come da certificati medici. Si legge nel ricorso che «tutt'ora perdura lo stato ansioso depressivo della lavoratrice che comporta “agorafobia, ritiro sociale, necessità di compagno accompagnatore, frequente insonnia”, con evidenti alterazioni delle abitudini di vita».

IL MATTINO DI PADOVA - Martedì, 19 marzo 2013