Ilva, protesta dei camionisti «Senza soldi ditte a rischio». Da ieri blocco agli ingressi dello stabilimento di Marghera: le aziende avanzano quas...

«Non ci pagano da aprile, in ballo il lavoro di 300 persone: il commissario deve intervenire»

Martedì 25 Novembre 2014, Venezia - I camionisti dell'Ilva hanno deciso: se l'azienda non paga gli arretrati, sarà sciopero ad oltranza. Ieri mattina, gli autotrasportatori hanno bloccato gli ingressi dello stabilimento dell'Ilva di Marghera, in via dei Sali. Con i loro camion sono arrivati fino ai cancelli della fabbrica e poi hanno spento i motori. Impossibile caricare e scaricare merci. Il blocco resterà attivo fino a quando il colosso italiano dell'acciaio - ora commissariato - non salderà le fatture scadute e non chiarirà quali progetti ha per il sito veneziano. A protestare sono le aziende di autotrasporti che lavorano per conto del gruppo Ilva. In ballo ci sono 5 milioni di fatture insolute da mesi. Gli ultimi pagamenti ricevuti riguardano una parte di aprile. Senza pagamenti regolari da parte dell'Ilva, a rischio c'è il futuro delle 20 aziende di autotrasporti coinvolte nello sciopero, ma anche tutti i loro dipendenti, all'incirca 300 persone. La preoccupazione è tanta, anche perché oggi come oggi non c'è certezza. I sindacati di categoria - Fai Veneto, Cna Fita Veneto, Confartigianato Trasporti Venezia - chiedono chiarezza, ma anche che, se e quando Ilva verrà venduta, alla fine non siano gli autotrasportatori a restare con il cerino in mano. «Al ministro Lupi abbiamo chiesto un intervento simile a quello fatto con la Parmalat», ricorda Gianni Satini, segretario Fai Veneto. «Così da evitare - spiega Satini - che gli insoluti finiscano nella bad company e vengano invece usati come compensazione per i vari tributi». I camionisti sono stanchi. C'è chi avanza anche mezzo milione di euro, come la Luca Trasporti, e chi, come Franco Carturan di Limena, avanza 200mila euro dall'Ilva, che ha sempre garantito il 40% del fatturato della ditta padovana. «Se non ci pagano, prima o poi dovremmo ridurre il personale. Quando c'era Riva, queste cose non succedevano». Per questo, gli autotrasportatori in protesta puntano il dito contro la gestione commissariale dell'azienda. «La scelta del commissario è stata un grave errore - attacca Mauro Miatello, AD trasporti - e secondo me non c'è interesse a salvare il sito di Venezia». Solidarietà ai camionisti è stata espressa anche dal «Fronte del Porto», movimento che aggrega tutti i lavoratori del porto di Marghera e Venezia. «Chiediamo un intervento dell'Autorità Portuale», dichiare Manente Guerrino, portavoce del Movimento. «Il lavoro dei camionisi va salvaguardato, anche per tenere in vita la logistica di Ilva a Venezia».

IL GAZZETTINO - Martedì, 25 novembre 2014