Il sindacalista Adl Cobas. Pieretti smentisce il leghista «Mezzi nuovi? Solo promesse»

PADOVA - «Bitonci continua a parlare di mobilità, di tram e bus elettrici, ma durante la sua amministrazione non se n'è mai interessato né ha mai incontrato i lavoratori». Ad alzare la voce contro l'ex sindaco leghista, oggi nuovamente candidato alla carica di primo cittadino, è Stefano Pieretti (Adl Cobas), che negli anni ha sempre difeso la categoria dei dipendenti di Aps Holding prima, e di Busitalia Veneto una volta completata la fusione. Massimo Bitonci è finito nel mirino dei sindacati dopo le dichiarazioni di venerdì, promettendo forti innovazioni sulla mobilità: «L'intenzione è quella di sostituire ogni singolo bus non alimentato a energia pulita con un analogo mezzo elettrico, riducendo una porzione significativa delle emissioni di Co2 che avvelenano l'aria» aveva detto Bitonci «e sempre gli autobus elettrici andranno poi a sostituire il tram sia lungo l'unica linea a oggi esistente (Pontevigodarzere-Guizza) che lungo quelle Sir 2 (Sarmeola-Ponte di Brenta) e Sir 3 (Stadio Euganeo-Voltabarozzo), progettate e mai realizzate, che rappresentano oggi un'imprescindibile esigenza». Parole che, secondo Pieretti, sanno di presa in giro: «Ha sempre delegato tutte le scelte ai vertici di Busitalia (a capo c'è Paolo Rossi, nominato dal leghista e impiegato spesso nella campagna elettorale), con cui spesso i lavoratori hanno avuto problemi... Ora parla di bus elettrici quando, a Padova, l'ordine è quello di acquistare più mezzi a gasolio perché costano meno e perché ci sono già contratti chiusi con i fornitori, oltre a quello di affitto per i tram». Adl Cobas contesta le modalità con cui ieri è iniziata la fase di sperimentazione prevista da BusItalia (e lodata da Bitonci) dei vigilantes armati a bordo dei mezzi pubblici per tenere a bada il fenomeno dei "portoghesi": «È stato il caos per i lavoratori. Per permettere alle guardie d'iniziare, sono stati messi a loro disposizione autisti e controllori che hanno dovuto abbandonare le loro linee» ha evidenziato Pieretti «e per sostituirli sono stati utilizzati gli autisti delle linee extraurbane che, delle linee urbane, non conoscono percorsi e tempistiche». (Luca Preziusi)

IL MATTINO DI PADOVA - Domenica, 14 maggio 2017