Il piano. Pasta Zara: nuovi partner interessati al salvataggio

RIESE - Alcuni fondi di investimento, ma anche altre aziende industriali avrebbero manifestato interesse per entrare nel capitale di Pasta Zara. La ricerca di nuovi partner societari è una delle principali strade per il salvataggio del gruppo di Riese, uno dei maggiori produttori italiani di pasta, gravato da un pesante indebitamento e per questo posto dallo scorso 3 maggio in concordato preventivo. I diversi contatti sono ora al vaglio. Nel frattempo, a giugno, produzione e fatturato sono aumentati rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Lo avrebbero comunicato, secondo quanto riferito dagli stessi sindacati, i vertici del colosso alimentare nel corso di un incontro coi rappresentanti delle organizzazioni di categoria di Veneto, Friuli e Lombardia (l'impresa, oltre a quello di Riese, ha infatti stabilimenti a Muggia, in provincia di Trieste, e a Rovato, nel bresciano, con circa 400 dipendenti di cui 170 nella Marca): la riunione aveva lo scopo di fare il punto riguardo al percorso finalizzato a presentare al Tribunale di Treviso il piano industriale per il rilancio e l'accordo per la ristrutturazione del debito, entro la scadenza dell'8 ottobre. Pasta Zara, controllata dalla famiglia Bragagnolo e partecipata da Friulia, la finanziaria regionale del Friuli Venezia Giulia, e da Simest, società del gruppo Cassa depositi e prestiti, si è trovata invischiata in una crisi finanziaria, anche in seguito ai prestiti accesi per sostenere le varie operazioni di sviluppo degli ultimi anni: l'esposizione ammonta a 241 milioni, 178 dei quali verso le banche. In particolare, 73 milioni rappresentano affidamenti ottenuti da Veneto Banca e Popolare di Vicenza, importi ora finiti nel portafoglio della Sga. Un nuovo incontro tra le parti è in calendario per il 30 luglio, preceduto da un appuntamento già fissato in Regione Veneto, il giorno 24, con l'assessore regionale alle Politiche del lavoro, Elena Donazzan. (m. z.)

IL GAZZETTINO - Mercoledì, 18 luglio 2018