IMMIGRAZIONE. Una quarantina di realtà associative partecipano alla campagna nazionale per portarle in Parlamento. Diritto di cittadinanza e voto,...

Sindacati, Acli, Caritas, Arci e molti altri in prima fila per raccogliere firme: ne servono 50mila in tutta Italia. Banchetti in città e provincia fino al febbraio 2012

Un foglio di carta non fa la cittadinanza. È la quotidianità e la vita vissuta, la lingua e i rapporti interpersonali che formano l´identità di una persona e la legano al territorio in cui vive. Ma quando questi elementi esistono già, allora quel documento che certifica nero su bianco il Paese d´appartenenza e spalanca le porte alla democrazia partecipata, diventa indispensabile.

Per snellire i tempi necessari a ottenere la cittadinanza e per assicurarla ai minori nati in Italia sono state redatte due leggi di iniziativa popolare. Con l´obiettivo di promuovere le due normative e raccogliere le 50mila firme ciascuna necessarie a farle approdare in Parlamento, si è costituito il comitato «L´Italia sono anch´io. Campagna per i diritti di cittadinanza», che oltre alle 19 organizzazioni promotrici nazionali a Verona ha messo insieme circa 40 realtà, tra sindacati, Acli, Caritas, Arci e molte altre associazioni sia laiche che religiose.

Punti cardine delle leggi, il diritto di cittadinanza a tutti i bimbi nati in Italia con almeno un genitore residente da almeno un anno, e il riconoscimento del diritto di voto amministrativo a chi risiede nel Paese da cinque anni, contro gli attuali dieci. «Si tratta di allineare l´Italia con la media delle altre nazioni europee. In tema di cittadinanza, e quindi di integrazione, siamo il fanalino di coda della Comunità europea», spiega Sonia Todesco della Cgil. «A livello nazionale, molti Comuni e molte Regioni appoggiano questa campagna che mira a incentivare la partecipazione democratica attiva e passiva», specifica Michela Faccioli, presidente Arci. E infatti, anche se in Veneto l´unico Comune ad aver aderito è quello di Padova, presidente nazionale del Comitato promotore è il sindaco di Reggio Emilia e presidente dell´Anci, Graziano Delrio. «Dare il diritto di voto a chi lavora e vive nel Paese significa attuare una politica di integrazione vera», aggiunge Enrico Varali dell´associazione Studi giuridici sull´immigrazione.

«Se immaginassimo la società come un grande albero, gli anziani sarebbero le radici, gli adulti il tronco, i giovani, anche quelli di origine straniera, rappresenterebbero invece i rami, i germogli. Sono i giovani che devono esprimere la primavera di questo Paese», spiega Jean Pierre Pessou di Anolf. E di nuovi «rami» ce ne sono parecchi. Si stima infatti che dal 2004 al 2010 i bimbi nati nel veronese da genitori stranieri siano stati circa 24 mila.

Il Comitato si è già messo in moto per centrare l´obiettivo 50mila firme. A novembre sono sei le giornate in cui verranno allestiti in centro bancchetti dove firmare: l´11, il 18 e il 25 in piazza Bra dalle 14 alle 19, il 12 e il 19 ai giardini Pradaval di corso Porta Nuova dalle 10 alle 19 e il 29 novembre, dalle 14 alle 19, in via Cappello di fronte alla biblioteca. A questi appuntamenti, fino a febbraio 2012, se ne aggiungeranno altri sia in città che in provincia. Inoltre, in questi giorni sarà spedita ai sindaci del Veronese una lettera con la richiesta di un incontro pubblico in cui presentare le due proposte di legge.

 

L'ARENA DI VERONA - Mercoledì, 26 ottobre 2011