«I soldi per la cig non bastano più» A metà marzo già 7 mila domande per quella in "deroga"

Mercoledì 27 Marzo 2013, Padova - I finanziamenti stanziati dallo Stato per supportare gli ammortizzatori sociali non sono sufficienti a rispondere ai fabbisogni del Veneto e, in particolare, della provincia di Padova. A lanciare l'allarme di una situazione che, molto presto, potrebbe rivelarsi drammatica, è Lucia Berto della segreteria Cgil, preoccupata sia per il finanziamento degli ammortizzatori sociali in generale che per quello della cassa integrazione in deroga. Le domande presentate per l'utilizzo di quest'ultima hanno raggiunto, a metà marzo, le 7.000 unità per un coinvolgimento totale di circa 45.000 lavoratori, con un aumento del 25% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso.

      «Sulla cassa integrazione in deroga siamo in alto mare - dice la Berto - fino al 2012 questo ammortizzatore era finanziato anche dalla Regione e dell'Unione Europea che vi destinava dei fondi. La riforma Fornero ha bloccato tutto ciò e finora, per il Veneto, sono stati stanziati solo 38 milioni di euro contro i 100 milioni che sarebbero necessari a coprire soltanto la cassa integrazione in deroga. A Padova, in particolare, solo nei primi tre mesi del 2013, sono state 300 le aziende artigiane che hanno inviato ai sindacati richiesta di cig in deroga, per un totale di 2.500 lavoratori che, da gennaio, non hanno ancora visto un euro». Il timore del sindacato è che il Governo non riesca a stanziare ciò che aveva promesso, ovvero la cifra che permetterebbe di arrivare ai 100 milioni, necessari per coprire tutti gli ammortizzatori sociali. La complessità delle procedure, poi, porterà inevitabilmente ad una discriminazione indiretta e non voluta: «Dopo aver fatto l'accordo con l'azienda, questo va inviato in Regione a Veneto Lavoro, che ne decreta la validità e ordina all'Inps di erogare quanto dovuto. Sono passaggi lunghi che richiedono una tempistica che gioca a sfavore dei lavoratori. Così facendo, chi ha presentato per primo la domanda riceverà il finanziamento, mentre i rimanenti dovranno aspettare speranzosi che vi sia lo stanziamento. Ma non si può aspettare - conclude Lucia Berto - la situazione è ogni giorno più drammatica e sembra che di faccia tutto il possibile per mettere in difficoltà i lavoratori».

Eva Franceschini

IL GAZZETTINO - Mercoledì, 27 marzo 2013