I dati delle iscrizioni. Desertificazione delle scuole Persi quasi 1.300 studenti

Il crollo più pesante alle elementari, con 1.019 alunni in meno in tutta la Marca. Il sindacato: sottovalutato il calo delle nascite, ora serve una razionalizzazione

 

TREVISO - Tonfo delle iscrizioni per l'anno scolastico 2019/20 nella Marca: in un anno persi 1.290 alunni dai banchi delle scuole dell'infanzia, primarie e medie. Un trend che per ora ha risparmiato soltanto gli istituti superiori (che a settembre vedranno entrare in classe 122 studenti in più rispetto all'anno scolastico in corso). A scattare la fotografia del calo drastico della popolazione scolastica nel prossimo anno di scuola è l'Ufficio scolastico regionale per il Veneto. In provincia di Treviso saranno complessivamente 110.297 gli studenti che entreranno in classe nelle scuole statali dagli asili fino alle superiori. Più precisamente, sono 5.969 gli iscritti nelle scuole dell'infanzia, 125 in meno rispetto a quest'anno. Pesantissimo il segno meno alle elementari: iscritti 38.752 con una decurtazione di 1.019 alunni. Alle medie le iscrizioni toccano quota 25.513 con ancora una contrazione di 146 iscritti rispetto a quest'anno. Voce fuori dal coro restano per ora le superiori che vedranno entrare in classe a settembre 40.063 studenti. Meno alunni, meno classi. Un'equazione che minaccia di innescare da qui ai prossimi anni un effetto domino col rischio sempre più concreto e diffuso di chiusura di edifici scolastici rimasti a corto di alunni. Il caso delle elementari Tommaseo e Masaccio di Treviso, rimaste senza Prime, potrebbe essere solo l'inizio. La causa scatenante resta la stessa: il calo demografico. «Diminuiscono a scuola i bambini dai 3 ai 6 anni. Ma è tra gli alunni di età compresa tra i 6 e i 10 che si registra il calo maggiore», spiega Pino Morgante, della segreteria di Uil scuola Treviso, «Un trend che presenta alla scuola il conto del calo delle nascite a partire dal 2009 e degli effetti della crisi economica. Finora le conseguenze di questa tendenza erano state sottovalutate, ma ora l'impatto sulla scuola è evidente». Salvo il numero dei docenti dati in dote alle scuole trevigiane per l'anno scolastico: 9.055 posti complessivi, addirittura 73 in più di quest'anno. Con le iscrizioni in caduta libera non diminuisce per adesso il numero di maestri e professori. Scenderà invece il rapporto alunni/docenti con la formazione di classi meno numerose. Ma il problema delle scuole a rischio chiusura resta. E parte dai sindacati della scuola l'invito alla politica di cominciare a fare i conti con quel che resta: «Potrebbe essere l'occasione di pensare a una razionalizzazione degli edifici scolastici», mette in evidenza Morgante, «Se non ci saranno serie politiche a sostegno della famiglia il trend del calo di iscritti continuerà». Convinta che con i numeri in calo sia giunto il momento di passare a una seria programmazione della redistribuzione degli edifici scolastici è anche Teresa Merotto, di Cisl scuola Treviso: «Qual è l'utilità di tenere aperte scuole sottodimensionate? Se questo è necessario in un contesto periferico o in quartieri della città disagiati, non si può dire lo stesso per le scuole presenti in città. Non dovrebbe più prevalere la logica del campanile ma piuttosto quella della ottimizzazione degli spazi. Gestire una scuola sottodimensionata con classi piccole, insegnanti e collaboratori scolastici a scavalco a livello organizzativo è più difficile». (Alessandra Vendrame)

LA TRIBUNA DI TREVISO - Sabato, 30 marzo 2019