I COMMENTI. Perplessità dei sindacati: «Non siamo convinti»

«I tornelli sui bus? Abbiamo già ampiamente espresso la nostra perplessità sull’utilità di questa sperimentazione». Mario Scattolin, portavoce degli autisti del sindacato di base Usb è pure lui tra i critici del piano anti-evasione che prevede da maggio la sperimentazione dei tornelli sui bus delle linee circolari 31 e 32 a Mestre. Tempi più lunghi invece per sperimentare le fermate con i tornelli nelle zone di Corso del Popolo, piazzale Cialdini, stazione di Mestre e a piazzale Roma. Il sindacalista spiega che le perplessità non sono solo del Usb ma di tutti i sindacati presenti in Actv. «Temiamo che l’introduzione dei tornelli», spiega, «allungherà di molto i tempi di percorrenza dei bus e pure i costi lieviteranno. La perplessità riguarda specialmente le ore di punta. E poi se parliamo della terraferma serve anche un cambio culturale: Mestre non è Londra dove la gente attende pazientemente in coda. Qui a Mestre quando arriva l’autobus scatta l’assalto. Da qui le nostre perplessità ma non abbiamo potuto dire di no alla sperimentazione che l’azienda porterà avanti. Una sperimentazione certo non si nega ma li abbiamo invitati a riflettere attentamente e questo è stato ribadito anche all’assessore Ugo Bergamo». Insomma sui tornelli, in particolare in terraferma, la discussione è aperta. A favore del progetto si è schierato l’assessore Ugo Bergamo che anche ieri in commissione ha spiegato che «in centro storico dove sono stati introdotti i tornelli l’evasione è scesa sotto il due per cento, un dato che possiamo tranquillamente definire fisiologico». Certo con l’attuazione del piano contro l’evasione, fenomeno che sicuramente è aumentato anche a causa della crisi economica, si dovrà nel conto finale dei costi e dei benefici, anche valutare l’eventuale calo di utenza, che è «già stato rilevato», segnala l’assessore. (m.ch.)

LA NUOVA VENEZIA - Mercoledì, 27 marzo 2013