Finta fuga di gas per il blitz con l’aiuto dei pompieri. Operazione dei carabinieri all’Arcella: sequestrato un chilo di eroina In tre finiscono...

Uno strappo senza precedenti, con una sigla sindacale dei vigili del fuoco che critica l’operato dei carabinieri durante il blitz antidroga. Il “caso” è esploso ieri, dopo l’intervento di lunedì sera in via Cabrini e il sequestro da parte dei militari di oltre un chilo di eroina. Ed è rimbalzato fino a Roma. «L’Usb vigili del fuoco denuncia un fatto gravissimo, avvenuto a Padova, sul quale richiede l’apertura urgente di un’inchiesta da parte del ministro Cancellieri» riferisce Antonio Jiritano, responsabile nazionale dell’Usb (Unione sindacato di base). «Una squadra di vigili del fuoco è stata inviata per una fuga di gas alle 19.55 di lunedì. Una volta giunta sul posto, la squadra è stata avvicinata da due uomini in borghese che si sono qualificati come carabinieri. I due hanno chiesto al caposquadra di far indossare a due loro colleghi le divise dei vigili del fuoco, adducendo la necessità di intervenire su dei presunti spacciatori di droga. I militari si sono spogliati all’interno dell’automezzo di soccorso e hanno indossato i dispositivi di protezione individuale dei pompieri. Poi si sono uniti a loro e tutti insieme sono entrati in un appartamento privato, dove alla porta è stato chiesto di aprire l’abitazione per una verifica delle condotte del gas. All’apertura della porta è conseguito un parapiglia pericolosissimo terminato con l’arresto dei presunti spacciatori, in cui è stato coinvolto il personale dei vigili del fuoco che, nel caso in cui fosse scattato un conflitto a fuoco, sarebbe stato privo di qualunque protezione. L’Usb» continua la nota «condanna questa gravissima vicenda, che vede utilizzato impropriamente un Corpo che non deve svolgere operazioni di ordine pubblico e che, come chiarito da numerose circolari ministeriali, al massimo può svolgere funzioni di supporto ad altri enti. Oltretutto riteniamo sia stata messa in pericolo l’incolumità della squadra che suo malgrado è stata fatta partecipare a quella operazione». Pronta la risposta da parte dei carabinieri del Comando provinciale di Padova: «È nell’ambito di consolidati rapporti di cooperazione fra forze istituzionali, ed in particolar modo tra il Comando provinciale dei carabinieri di Padova e quello dei vigili del fuoco, che si inquadra l’intervento di ausilio fornito dagli operatori del Corpo, ai militari della Compagnia di Padova, impegnati in una operazione di polizia giudiziaria, sviluppata sempre in una cornice di massima sicurezza tale da garantire l’incolumità dei pompieri, i quali non sono mai stati coinvolti nelle operazioni di polizia connesse all’ingresso in un appartamento. Gli operatori del Corpo» continuano i militari dell’Arma «hanno contribuito a creare uno scenario credibile relativo a un loro tipico intervento a salvaguardia della incolumità pubblica, parcheggiando il loro mezzo di soccorso vicino all’obiettivo e disponendosi nelle vicinanze, affinché dei militari, indossate le giacche delle uniformi dei vigili del fuoco, si facessero aprire la porta senza insospettire gli occupanti dell’immobile, che peraltro non hanno opposto alcuna forma di resistenza né tanto meno reagito in maniera violenta».

IL MATTINO DI PADOVA - Mercoledì, 27 marzo 2013