Esplode una gomma due feriti sull’autobus

Ancora un incidente, stavolta sulla linea 9. Venti passeggeri terrorizzati. I sindacati: «Colpa della scarsa manutenzione». L’azienda avvia un’inchiestaPADOVA - Uno scoppio, una frenata, due feriti in ambulanza. La stagione delle avventure su BusItalia non è ancora finita. Dopo la ruota esplosa a Sarmeola, dopo il bus che parte senza autista ad Altichiero (schiantandosi contro un’auto in sosta), dopo il tram che rompe i freni sulla discesa del cavalcavia, un altro incidente, martedì pomeriggio sul bus della linea 9 (Piazza Toselli - Stazione - Mortise) non si è concluso in tragedia solo per caso. Mentre percorreva il tratto fra le fermate di piazzale Boschetti e di via Morgagni, con una ventina di passeggeri a bordo, il bus ha sbandato per lo scoppio di uno pneumatico posteriore. Solo l’abilità dell’autista ha evitato il peggio. Comunque due persone sono state portate in ospedale in ambulanza: una donna, incinta di sette mesi, che è stata dimessa con una prognosi di sette giorni ed un ragazzo 20 anni. Entrambi hanno riportato leggere ferite alle gambe. Sono le 16.15 quando il bus numero 843 di BusItalia (linea 9), dopo aver effettuato la fermata in piazzale Boschetti, si immette in via Morgagni. In quel momento una delle due ruote complementari posteriori esplode. Il boato si sente anche in via Scrovegni, a ottocento metri di distanza. «Un botto spaventoso», racconta Angela Giordano, titolare della pizzeria omonima. «Mi sono affacciata all’angolo con via Gozzi e ho visto una colonna interminabile di auto e di bus fino a piazzale Boschetti». Le più spaventate sono le impiegate dell’agenzia viaggi Antoniana, diretta da Antonio Piccolo, ex manager del Burchiello: «Siamo uscite subito e abbiamo visto l’autista con l’estintore in mano che lo svuotava sopra lo pneumatico esploso», raccolta una giovane dipendente. «Sono intervenuti due vigili motociclisti, che hanno controllato la situazione. L’ambulanza è arrivata subito dopo e si è portata via due feriti. Nel frattempo tutti gli altri passeggeri si tenevano le mani in testa e dicevano ad alta voce di essere ancora storditi dal potentissimo boato che avevano sentito dentro il bus». Inevitabile - e comprensibilmente dura - la reazione dei sindacati ed in particolare di Sls (Sindacato Lavoro e Società, guidato da Vittorio Rosa) e di Adl/Cobas (coordinatore provinciale Stefano Pieretti). «È già la seconda volta che su un bus del servizio urbano di BusItalia scoppia uno pneumatico con effetti devastanti», sottolinea Pieretti. «Poteva essere una tragedia. A questo punto è inutile che l’azienda insista a contraddire le nostre osservazioni. Questi incidenti succedono solo perché la manutenzione, ordinaria e straordinaria, non viene più fatta come ai tempi di Aps Holding. Non a caso l’officina storica dell’ex Acap è stata eliminata quasi del tutto ed è stata sostituita da quella dell’ex Sita Nord». Duro anche il commento di Vittorio Rosa: «L’episodio di martedì pomeriggio non deve essere archiviato», osserva il segretario di Sls. «Esigiamo un’inchiesta interna, sia sul singolo incidente, sia sulla manutenzione di tutti i mezzi pubblici, tram compreso ed in particolare sugli pneumatici. C’è poco da scherzare sulla vita dei passeggeri e degli autisti». Immediata la riposta del presidente Ludovico Mazzarolli: «L’inchiesta interna sull’incidente di via Morgagni è già partita. «Davanti a casi del genere è doveroso da parte nostra effettuare tutti gli accertamenti tecnici. Verificheremo le condizioni del bus e la storia degli pneumatici che erano stati montati sul mezzo pubblico. Una cosa, però, è già certa: non è vero, come sostengono da mesi i sindacati di base, che in BusItalia Veneto non sia effettuata la manutenzione per motivi economici. Tutto viene fatto sempre con la massima attenzione e con una grande scrupolosità professionale». (Felice Paduano)

IL MATTINO DI PADOVA - Giovedì, 07 aprile 2016