Edilizia, i sindacati vedono nero «Ecobonus anticipati dalle banche». La ricetta dei sindacati per una ripresa che non c’è. Giovedì corteo

VENEZIA I contributi sulle ristrutturazioni edilizie? Anticipati cash dalle banche, invece che rimborsati dallo Stato in dieci anni. Pare tagliata su misura per un uomo che vuol rompere con i vincoli di austerità come il premier Renzi, la proposta dei segretari regionali degli edili veneti.

Valerio Franceschini, segretario generale della Feneal-Uil, Leonardo Zucchini della Fillea- Cgil e Salvatore Federico di Filca-Cisl lo dicono all’unisono: «Serve un patto tra governo e banche. Ben 47 mila domande in Veneto per il Piano casa, ma pochi gli interventi iniziati perché non c’è sostegno dalle banche. Gli ecobonus del 50% per le ristrutturazioni edilizie e del 65% sulla riqualificazione energetica di recente riconfermati nella Legge di stabilità, invece che essere rimborsati in dieci anni dallo Stato, potrebbero essere anticipati dalle banche con tutte le precauzioni e gli accorgimenti per essere fiscalmente trasparenti. Poi lo Stato li restituirà alle banche, ma intanto immetterebbero la necessaria liquidità per fare girare il settore e tutto l’indotto. Certo, l’operazione avrà dei costi, ma valutiamo assieme come ammortizzare questi oneri».

È l’ultima spiaggia per un settore che pare non risalire la china. I numeri sono implacabili. «Dal 2008 al 2013 – snocciola i dati Zucchini – sono diminuite del 30% le imprese, gli investimenti nel residenziale sono calati della metà, nel settore uffici e direzionale del 30%. Solo alla voce recupero e ristrutturazioni +1,8 per cento. Le ore lavorate sono dimezzate, il fatturato del settore è diminuito del 30 per cento. Ormai abbiamo perso 50 mila posti di lavoro tra settore e indotto. E non ci sono segnali di ripresa».

Giovedì manifestazione nazionale e regionale delle categorie dei confederali. E annuncia Federico (Uil): «Nessuna programmazione finora in Regione, chiederemo un incontro coi candidati a governatore. Proporremo: patente a punti per le imprese che rispettano qualità negli appalti; stop al massimo ribasso e ai subappalti a catena; riduzioni delle stazioni appaltanti; codice etico o cacciata dalle associazioni imprenditoriali delle aziende colluse con l’illegalità».

Enrico Bellinelli

CORRIERE DEL VENETO - Martedì, 25 novembre 2014