Dopo lo choc, 10 anni a tutta birra. Il 22 settembre 2004 l’Heineken annunciava la chiusura: oggi il sindacato ricorda la rinascita

Domenica 21 Settembre 2014, Belluno - Era un mercoledì di fine estate quando da Belluno, dalla sede di Assindustria, arrivò l'annuncio choc: la fabbrica di birra di Pedavena sarebbe stata chiusa. Era il 22 settembre 2004, un mercoledì appunto. Dieci anni fa, e sembra passato un secolo. Dopo trent'anni - l'avevano acquistata nel 1974 dagli eredi dei fratelli Luciani, fondatori dello stabilimento - gli olandesi del gruppo Heineken avevano deciso di liquidare la storia centenaria della Birreria e con nonchalance lo comunicavano alle Rsu aziendali e ai sindacati di categoria.

      Dieci anni raccontati oggi dalle rappresentanze sindacali della fabbrica, ora targata Castello. «Per inciso, proprio in quello che sarà poi il giorno di chiusura dello stabilimento, il 30 settembre 2005, la birra prodotta a Pedavena vincerà un premio, per la sua alta qualità». Dal giorno dell'annuncio iniziò quella mobilitazione popolare ormai famosa. Nemmeno un'ora di sciopero, e lavoratori, cittadini, istituzioni, sindacati uniti per combattere per la vita della «fabbrica-paese». Nacque, nel gennaio 2005, un comitato popolare con una petizione a sostegno dello stabilimento produttivo, sottoscritta da 40mila firme. E il 30 settembre 2005 la sirena suonò per l'ultima volta. Poi furono ancora mesi intensi, per convincere Heineken a vendere. Ci furono proposte serie e meno serie, sino all'arrivo del gruppo Castello. Poi la sirena tornò a suonare. Era il 4 aprile 2006. La fabbrica era salva.

      E oggi? Quello in corso è stato un anno in chiaroscuro. È stata installata la linea lattine dismessa dallo stabilimento di San Giorgio di Nogaro - ricordano le Rsu dello stabilimento (Edi Marcabrun, Lucio Faoro e Roberto Turrin) -, è stato creato un nuovo percorso visitatori con un museo ed un locale per la vendita di materiale pubblicitario e birra.Ma era previsto un aumento della produzione condizionato però da un’estate che non ha portato quei consumi di birra che in azienda si attendevano. Tanto che il magazzino si è quasi riempito e il personale in parte usufruisce di ferie vista la produzione ridotta. Ma per il futuro,il sindacato si aspetta un continuo miglioramento con investimenti, in particolare nel settore produttivo, una migliore organizzazione e una programmazione più efficiente. Ed un ricambio generazionale, con l’assunzione di giovani,per dare continuità allo storico birrificio.

IL GAZZETTINO - Domenica, 21 settembre 2014