Docenti dell’Ipea senza lo stipendio protesta in Regione

SAN DONÀ Studenti, docenti e amministratori dell’istituto Ipea saranno oggi davanti alla sede della Regione a palazzo Balbi, a Venezia, per almeno un paio d’ore a protestare. Con loro anche le famiglie di quegli studenti che hanno già iniziato la scuola con estremo ritardo e non sanno quale sarà il loro futuro dopo mesi travagliati. E la scuola che forma parrucchieri ed estetisti è sempre più a rischio chiusura. Agenzia Formazione Lavoro e il Centro di formazione professionale Ipea sono enti di formazione professionale del gruppo Wellness Liceum accreditati dalla Regione. Oggetto della protesta, la grave situazione finanziaria in cui versa l’istituto ormai da diverso tempo. Ed è proprio questa una delle cause che ha portato al ritardo nell’inizio dell’anno scolastico che è partito circa un mese più tardi rispetto alle altre scuole. Si è temuto che Ipea di San Donà non aprisse addirittura più. «A seguito di nostri esposti alla Procura di Padova e Venezia», ricordano gli amministratori, «e analoghi esposti alla Corte dei Conti relativamente a gravi irregolarità commesse dai precedenti amministratori nel 2008-2009, 2009-2010 e 2010-2011, i nostri enti hanno subito miriadi di verifiche amministrative. Il 30 luglio, Afl e Cfp Ipea sono riusciti a concludere regolarmente la loro attività. Lo stesso giorno siamo stati “premiati” dalla Regione con la sospensione dell’accreditamento per irregolarità del Durc, costringendoci a regolarizzare la posizione entro il 15 settembre 2014, pena la revoca dei finanziamenti. Inoltre le denunce hanno determinato effetti boomerang nelle erogazioni dei finanziamenti regionali, creando una voragine di debiti per il mancato pagamento dei crediti regionali, sospesi a seguito dei nostri esposti». Almeno una cinquantina di lavoratori non percepisce lo stipendio da mesi. «È evidente», concludono gli amministratori, «che l’accanimento burocratico sta portando i due centri di formazione in un abisso, in cui lo strepitoso crescere dei crediti da noi vantati si confronta con un’esposizione debitoria che porta e ha portato molti lavoratori a dimettersi, fornitori a sospendere le forniture e tutti insieme ad intraprendere azioni giudiziali di recupero del credito». (g.ca.)

 

LA NUOVA VENEZIA - Martedì, 25 novembre 2014