Decreto dignità, c’è lo staff leasing dietro il boom delle assunzioni. Stop ai rapporti a termine superato con la stabilizzazione fatta dalle agenz...

VENEZIA - Meno contratti a termine e più a tempo indeterminato, ha scritto venerdì Veneto Lavoro nel suo report sul mercato del lavoro in regione, in cui analizzava gli effetti del Decreto dignità. I rapporti stabili instaurati nel 2018, compresi gli apprendistati, sono stati 30.700 in più di quelli interrotti, mentre il saldo dei tempi determinati è negativo per 5.400 unità. Segno incontestabile, è la conclusione che ne deriva, del successo del Decreto dignità, con il blocco al rinnovo dei rapporti a termine oltre i 24 mesi. Tant’è vero che le trasformazioni da contratti determinati a indeterminati sono raddoppiati rispetto al 2017, 60 mila contro 30 mila. E che nell’ultimo trimestre, dopo il Decreto, crollano i contratti a termine: le proroghe si riducono di un terzo ( da 47 mila a 31 mila) e i nuovi contratti più lunghi di un anno calano del 60%.

Ma ora emerge che ad assumere in via definitivo, almeno in Veneto, pare siano state soprattutto non le aziende, ma le agenzie interinali a cui gli imprenditori sono soliti rivolgersi; fenomeno confermato sia dalle società d’intermediazione che dai sindacati.

Perché? È la triangolazione perfetta per superare il blocco-Di Maio: il lavoratore a termine che soddisfa ma sulla cui stabilizzazione, date le incertezze del mercato, non ci si sente di scommettere e neppure si può più trattenere da precario – è il ragionamento in questo schema – lo faccio assumere dall’agenzia, che poi lo cede con la formula dello «Staff Leasing». Si paga di più, ma si conserva la flessibilità, visto che, tecnicamente, si acquista un servizio.

I riscontri ci sono. Alla De’ Longhi di Treviso gli addetti che operano tutti i giorni con questo sistema sono circa 130 su un organico di 1.300 persone. «Una fabbrica nella fabbrica – dice Antonio Bianchin, segretario generale Fim Cisl di Treviso – con situazioni in chiaroscuro a cui dedicheremo, con la Cgil, un’assemblea il 29 gennaio».

Per il lavoratore i vantaggi di essere inquadrato così anziché a termine per altro sono più di uno. Lo stipendio è identico a quello dei colleghi in carico all’azienda, compresi premi di produzione e scatti di anzianità; e l’agenzia da cui dipende assicura, alla fine del contratto con l’impresa-cliente, una nuova collocazione, compensando eventuali periodi inattivi con un’indennità. E poi, essendo titolari di contratti a tempo indeterminato, fa notare ancora il dirigente sindacale, «finalmente alcuni operai hanno potuto accedere a un mutuo casa. I punti interrogativi sorgono quando si parla di rappresentanza sindacale. I colleghi-non-colleghi possono partecipare alle assemblee ma non votare per le Rsu e neppure esprimersi in eventuali referendum su contratti integrativi. E poi – prosegue Bianchin – come la facciamo quadrare sotto il profilo previdenziale e assistenziale? Non avendo contratti da metalmeccanici non possono accedere ai fondi di categoria».

Per restare solo nel Trevigiano e nella metalmeccanica, del resto, questo non avviene solo alla De’ Longhi. Una trentina di addetti in Staff Leasing ci sono anche alla Prima Sole, di Oderzo. E la crisi della Stiga di Castelfranco, alla fine è stata superata così, cioè con l’assunzione di addetti strategici da parte di un’agenzia per il lavoro.

«Abbiamo sempre avuto circa il 10% di dipendenti stabili - conferma Luigi Sposato, presidente dell’agenzia padovana Eurointerim – ora sono quasi raddoppiati. Il limite dei contratti a termine vale anche per noi ma, per la natura della nostra attività, siamo stati costretti a stabilizzarne molti, altrimenti non avremmo potuto soddisfare i clienti. Con il Decreto dignità, in pratica, l’obiettivo che si era posto il legislatore lo ha raggiunto. Ma non perché siano state sempre le aziende ad assumere a tempo indeterminato. Anzi, il più delle volte i contratti li hanno firmati quelli della mia categoria».

Sottoscrive anche Raffaella Caprioglio, presidente di Umana, nonostante l’aumento registrato di assunzioni a tempo indeterminato nella sua società sia più moderato (+25%): «Verso fine anno questo un po’ avveniva sempre, dato che è in chiusura di esercizio che le imprese fanno i conti con la forza lavoro di cui hanno bisogno. Ora – riconosce Caprioglio – il trend è stato più marcato, abbiamo assunto direttamente molti più addetti precari in scadenza nelle aziende dei nostri clienti». Un fenomeno così inedito che per la prima volta, annunciano anche da Veneto Lavoro, lo Staff Leasing da irrilevante è diventato osservabile e ad esso sarà dedicato un capitolo nei prossimi report. (Gianni Favero)

CORRIERE DEL VENETO - Martedì, 22 gennaio 2019