Decreto Dignità. La Cgil agli industriali «No agli allarmismi»

PADOVA - Servono investimenti, innovazione e valorizzazione del lavoro, non precarietà. La Cgil risponde ad Assindustria Venetocentro e boccia - considerandoli esagerati e strumentali - gli allarmismi degli imprenditori sugli effetti del Decreto Dignità. «Il provvedimento sarà poco più che simbolico e inciderà in modo davvero minimo sulla precarizzazione del lavoro in corso da oltre due decenni», sostengono Aldo Marturano (segretario generale della Cgil di Padova) e Giacomo Vendrame (segretario generale Cgil Treviso). «Per Veneto Lavoro sarebbero 25 mila le persone interessate in modo potenzialmente negativo dal provvedimento, per di più con esiti non prevedibili perché molto dipende dalle scelte delle aziende e perché la reintroduzione dei voucher anche i timidi passi avanti verrebbero annullati». Per la Cgil è sbagliata la posizione di Assindustria Venetocentro: «A sentire Finco e la Piovesana l'unica ricetta per rilanciare la manifattura veneta è la svalorizzazione del lavoro, in particolare quello delle nuove generazioni», aggiungono Marturano e Vendrame. Noi pensiamo il contrario: per consolidare la ripresa in atto nei nostri territori, già oggi superiore a quella nazionale, bisogna puntare sul rilancio degli investimenti pubblici e privati, su una politica industriale all'altezza dei tempi che stiamo vivendo, sull'innovazione dei processi produttivi e dei prodotti, sulla qualificazione del lavoro attraverso formazione e sviluppo delle professionalità. E su questi temi saremo non solo disponibili, ma ansiosi di confrontarci con chi rappresenta gli imprenditori».

IL MATTINO DI PADOVA - Venerdì, 27 luglio 2018