Date lavoro, noi paghiamo i contributi. La responsabile dello sportello: «Vogliono sentirsi utili, vanno bene anche prestazioni piccole e occasiona...

PONTE SAN NICOLÒ «Dare un chilo di pasta o un capo di vestiario a persone che hanno perso il lavoro da uno o due anni a un certo punto può venir percepito quasi come un’offesa. Questa gente ha bisogno di lavorare per sentirsi valorizzata». Pasqualina Pagliarin, responsabile della Caritas interparrocchiale di Ponte San Nicolò, da anni tocca con mano il disagio sociale crescente a causa della crisi. «Cerchiamo di coinvolgere nelle nostre attività coloro che aiutiamo», racconta, «tutti vogliono sentirsi utili: stare a casa a non far nulla li deprime». Ma è il lavoro, in questi casi, a fare la differenza. Anche se poco, anche se occasionale. Pagliarin lancia dunque un appello: «Chi avesse bisogno di piccoli interventi in casa, come la tinteggiatura delle pareti, il taglio della legna o dei lavoretti in giardino, ci contatti tramite i parroci. Noi segnaleremo loro una persona in difficoltà del nostro territorio: la metteremo in regola acquistando dei voucher, che copriranno sia l’assicurazione che i contributi». La proposta nasce da un’esperienza vissuta dalla Caritas nei mesi scorsi: «Abbiamo voluto dare una mano a un ragazzo italiano poco più che ventenne che conoscevamo che si è ritrovato a dover sostenere economicamente tutta la famiglia. Lo abbiamo accompagnato, con un volontario, nell’esecuzione di un grosso lavoro di giardinaggio nel nostro territorio, lavoro durato un mese e mezzo. E così ci siamo resi conto che possiamo aiutare, nello stesso momento, sia i disoccupati che le tante altre persone che hanno bisogno di una mano». La Caritas, infatti, chiederà ai datori di lavoro di contribuire secondo le loro forze, sempre se ne hanno la disponibilità: sarà l’associazione a mettere la differenza con i fondi a sua disposizione. La Caritas interparrocchiale, infatti, si sostiene con le donazioni dei privati, con le offerte della distribuzione dei capi di vestiario, che si tiene le prime tre domeniche di ogni mese nel patronato di San Leopoldo, e con l’ormai tradizionale mercatino dell’usato Portobello, in programma quest’anno nei primi due fine settimana di aprile, sul sagrato della chiesa del capoluogo.

IL MATTINO DI PADOVA - Mercoledì, 27 marzo 2013