Crisi del fotovoltaico, uno spiraglio per Helios e Ecoware

PADOVA — Qualche speranza per la Helios Technology di Carmignano di Brenta e per la Ecoware di Padova inizia a comparire all'orizzonte.

Le due aziende specializzate nella produzione e nell'installazione di pannelli fotovoltaici del gruppo Aion Renewables (società con sede a Reggio Emilia quotata in borsa e fallita pochi giorni fa) potrebbero non essere spacciate. Da un lato perché il cda del gruppo ha deciso di impugnare la sentenza di fallimento del tribunale.

Dall'altro perché già alcune aziende si sarebbero timidamente avvicinate alla Helios e alla Ecoware ipotizzando una acquisizione in caso di fallimento. Si tratterebbe di un paio di società venete, terziste per conto di investitori internazionali, che hanno dimostrato quanto la Helios e la Ecoware possano essere ancora appetibili sul mercato.

Per il momento, come si può immaginare, sui nomi di questi investitori vige il più stretto riserbo.

«Ci aspettiamo molto dalla legge che protegge il made in Italy visto che stiamo parlando di due aziende di altissima qualità - ha spiegato Andrea Bonato, Fim-Cisl - e non possiamo che augurarcelo visto che i lavoratori sono ormai stremati da questa situazione. C'è grande tensione tra di loro e le preoccupazioni per il futuro sono ancora grandi».

Per avere un'idea di cosa ciò significhi basti pensare che alla Helios sono stati erogati proprio in questi giorni i primi soldi della cassa integrazione straordinaria richiesta lo scorso ottobre. Ben sei mesi di attesa per assegni che non superano i 650 euro.

E non va meglio in un'altra azienda del fotovoltaico in difficoltà, la Solon di Carmignano di Brenta. Qui sono stati necessari attendere tre mesi senza stipendio per vedere i primi segni della cassa integrazione.

Ri.Ba.

CORRIERE DEL VENETO - Martedì, 26 marzo 2013