Crisi Burgo, 450 in corteo a Vicenza «No allo spezzatino dell’azienda»

VICENZA Crisi delle Cartiere Burgo, in 450 sfilano in corteo a Vicenza sotto le bandiere di Cgil, Cisl e Uil contro l’amministratore Paolo Mattei. «Questo è un gruppo che in Italia conta 3300 addetti e in un anno ne ha messi in mobilità più di 400 – hanno scandito ieri davanti alla sede di Confindustria - vogliamo un tavolo di trattativa al ministero dello Sviluppo economico». Il timore è che, con il nuovo riassetto finanziario finalizzato a ridurre l’ingente debito del gruppo, «la governance di Burgo passi agli istituti di credito. Sarebbe la fine». In piazza con gli operai è sceso pure il senatore del Pd Giorgio Santini: «Il governo intervenga per ridurre la spesa energetica delle industrie, che mette fuori mercato queste aziende».

Burgo, colosso da 4200 dipendenti nei suoi 11 stabilimenti (3300 in Italia, di cui 850 nel Vicentino tra Chiampo, Lugo e Sarego), è in crisi: l’indebitamento è a 957 milioni, prevalentemente con Mediobanca, Unicredit e Banco Popolare, e il 2013 è stato chiuso con un passivo di 141 milioni su un fatturato di 2,3 miliardi. La proprietà di Altavilla Vicentina, la famiglia Marchi, ha rinegoziato il debito: le banche hanno tagliato 300 milioni in cambio di un ingresso nella governance.

Che preoccupa i sindacati. «Gli isituti di credito – dichiara Riccardo Camporese, Fistel Cisl Vicenza – ridurrebbero Burgo a uno “spezzatino” per svendere i pezzi e le quote di mercato». Si temono anche altre chiusure: «La proprietà non ci vuole incontrare - osserva Ketty Marra, Uil Com Vicenza – Vogliamo un vero tavolo ministeriale».

Andrea Alba

IL CORRIERE DELLE ALPI - Sabato, 29 novembre 2014