Costa, mancano infermieri e aumentano le proteste

Oggi incontro sindacati-direzione sanitaria: emergenza all’ospedale vittoriese anche per i contratti a termine in scadenza ed il monte ferie esorbitante

 

VITTORIO VENETO Primo incontro, oggi pomeriggio, tra i sindacati ed il nuovo direttore dell’Usl 7, Gianantonio Dei Toss. E primi problemi da affrontare e portare a soluzione. Sono quelli del personale: mancano tra i 20 ed i 25 fra infermieri ed operatori socio-sanitari. La carenza, maggiore, è in ospedale a Vittorio Veneto, in particolare nei reparti di medicina ed ortopedia. Al nosocomio di Costa, fra l’altro, ci sono dei contratti a termine in scadenza, circa mezza dozzina, che aggravano la problematica. «Si tratta di una grave emergenza. Gli infermieri sono sotto stress», rileva, con preoccupazione, Aldo Lorenzon, segretario della Cisl Sanità. Sale il disagio nei reparti, dove protestano pazienti e familiari, per un’assistenza che viene garantita, in alcuni casi, con difficoltà. «Le proteste aumentano di giorno in giorno: si chiama l’infermiere e questo arriva con ritardo, perché si trova occupato in servizio ad altro assistito», ammette lo stesso sindacalista. Gli operatori, dal canto loro, sono affaticati, taluni non vanno in ferie dall’anno scorso. «Alcuni di loro hanno maturato fino a 200 giorni di ferie e non ne possono fare nemmeno uno, perché non se la sentono di mettere a repentaglio l’assistenza in reparto». Il sindacato solleciterà oggi il direttore generale a provvedere con la «massima rapidità». Difficoltà di ordine finanziario non ce ne dovrebbero essere. L’Usl diretta da Dei Toss è una di quelle che nel Veneto ha amministrato le proprie risorse meglio di altre. «Ha chiuso l’esercizio 2012 con 11 milioni di utile, quindi non ha problemi ad assumere il personale che manca», sottolinea Lorenzon. A parte la mancanza cronica di infermieri, un problema nuovo è quello dei contratti a termine che si avviano alla scadenza e che il sindacato teme che non vengano rinnovati. L’apertura dell’hospice di Costa ha comportato il trasferimento di alcuni operatori, a contratto indeterminato, verso questa nuova struttura: nel vicino ospedale sono stati sostituiti da personale non definitivo. Per il sindacato è necessario che il tempo determinato venga stabilizzato.

LA TRIBUNA DI TREVISO - Mercoledì, 27 marzo 2013