«Coinvolti dai carabinieri in operazioni a rischio»

PADOVA — Una delicata indagine fatta di appostamenti e di strategie che da sempre i carabinieri usano per concludere operazioni antidroga, magari usando coperture per non rovinare ulteriori indagini successive. È quello che è accaduto l'altra sera all'Arcella, dove per fare irruzione in un appartamento e arrestare tre persone che custodivano oltre un chilo di eroina, i carabinieri hanno chiesto la collaborazione di un mezzo dei vigli del fuoco. Una «prassi» consolidata, che ha visto la partecipazione attiva dei militari che hanno indossato le divise da pompiere, e di due pompieri «veri» che sono stati ben lontani dalle aree potenzialmente pericolose. L'operazione ha avuto buon esito: un italiano e due stranieri sono stati arrestati e un kg e 200 grammi di eroina è stata sequestrata. Ma l'Ubs, il sindacato del vigli del Fuoco ha diffuso ieri una nota in cui si accusava l'Arma di aver agito senza mettere in sicurezza i vigili, mettendo l'accento sul fatto che non ci sarebbe stato coordinamento tra i due corpi. Una risposta è arrivata dal comando provinciale, che in una nota ha chiarito che l'operazione è avvenuta nell'abito del consueto supporto reciproco, e ha affermato che durante l'operazione nessuno ha corso dei pericoli, né tra il personale militare nè civile che peraltro non ha preso parte attiva all'operazione. I tre malviventi, tra cui un italiano, sono intanto stati assicurati alla giustizia. (r.pol)

CORRIERE DEL VENETO - Mercoledì, 27 marzo 2013