Cittadinanza onoraria ai bambini stranieri come Peggy o Mandela «Un gesto di civiltà»

VENEZIA — Sarebbe una decisione controcorrente per le abitudini del Comune di Venezia che dal 1867 ad oggi, ha concesso la cittadinanza onoraria solo a 24 persone. Ma questa volta, dice Sebastiano Bonzio, «è una battaglia di civiltà». Il capogruppo di Fed ha infatti presentato una proposta di delibera sulla cittadinanza onoraria «Ius Soli» ai bambini stranieri nati in Italia e residenti a Venezia.

Sarebbe così un continuo di onoreficenze, che porterebbe ad aumentare decisamente i numeri dei cittadini «speciali». Sia chiaro, per i neonati non cambierebbe nulla: continuerebbero ad essere stranieri a tutti gli effetti (non ricevendo nessun riconoscimento giuridico), ma il gesto avrebbe un valore simbolico. «Vuole essere una sensibilizzazione culturale a una questione che l'Italia deve risolvere», spiega Bonzio. Ci aveva pensato qualche mese fa anche l'assessore all'Istruzione Andrea Ferrazzi presentando una simile iniziativa in giunta, ma alla fine il sindaco aveva preferito convertire la proposta nell'adesione del Comune di Venezia alla raccolta firme dell'Anci per la presentazione di una proposta di legge nazionale che porti all'acquisizione del diritto giuridico agli stranieri nati in Italia. «E' una cosa del tutto complementare alla nostra — dice Ferrazzi — Quella di Bonzio lavora di più sul livello culturale e della partecipazione». Solo una settimana fa quattro parlamentari del Psi (Di Lella, Di Gioia, Locatelli e Pastorelli) hanno depositato in Parlamento una prima proposta di modifica della legge, «ma questa di Fed può essere un punto di partenza», precisa il capogruppo a Ca' Farsetti Luigi Giordani.

Di fatto la delibera che il consiglio comunale dovrà votare, sarà un regolamento che stabilisce i criteri per riconoscere la cittadinanza onoraria ai bambini stranieri nati a Venezia. «Solitamente è un gesto di gratitudine a chi si è messo in rilievo e ha operato per il bene della città — precisa il capogruppo di Fed — Questo è un passaggio simbolico ma anche un ringraziamento per chi contribuisce alla crescita culturale della nostra città. Del resto anche Mussolini fu onorato della cittadinanza, ecco questo atto vuole andare nel senso opposto». In realtà Benito Mussolini nel 1923 fu insignito della cittadinanza mestrense con l'obiettivo di non far annettere la terraferma a Venezia. Tre anni dopo però il presidente del Consiglio con atto di imperio annettè Mestre, Favaro, Zelarino e Chirignago al Comune di Venezia. La prima vera onoreficenza del Comune fu per Andrea Podestà, sindaco di Genova: era il 1867, un anno prima Venezia era entrata a far parte del Regno d'Italia.

Negli anni seguenti, pochi hanno potuto ricevere la cittadinanza onoraria: tra i più famosi Emanuele Filiberto di Savoia, Duca D'Aosta (1918), Armando Diaz (1923), Peggy Guggenheim (1962), Sir Ashley Clarke (1985), Nelson Mandela (1988), Silvia Baraldini (1997), Ibrahim Rugova (1999) e il Dalai Lama (2008). Quella ai bambini stranieri nati in Italia non è però il primo riconoscimento non individuale, nel giugno di cinque anni fa infatti, tra qualche polemica, è stata data la cittadinanza onoraria anche ai lagunari. «Penso che questo sia un diritto di civiltà — interviene Teresa Dal Borgo della Cgil di Venezia — Tra la fine del 2011 e l'inizio del 2012 assieme alle Acli, a Libera e alla Caritas avevamo promosso due leggi di iniziativa popolare raccogliendo a Venezia oltre mille firme, settemila nel Veneto, per il diritto di voto agli stranieri e lo Ius Soli, ma non ne abbiamo saputo più nulla».

Adesso la palla viene rilanciata a Ca' Farsetti: «Mi auguro che anche tutti gli altri gruppi votino la delibera», conclude Bonzio.

F.B.

CORRIERE DEL VENETO - Martedì, 26 marzo 2013