Cassa integrazione, un calo del 40% E quella in deroga si riduce ancora di più. Ma aumentano quella straordinaria e i contratti di solidarietà

AMMORTIZZATORI SOCIALI Gli indicatori provinciali elaborati dalla Cisl. Dorio: «Urge un rilancio»

 

Sabato 29 Novembre 2014, Padova - Gli ultimi indicatori sulla cassa integrazione, elaborati dalla Cisl Padova Rovigo per il periodo gennaio-ottobre 2014, esprimono luci e ombre. Se è vero che in provincia di Padova le ore di Cig ordinaria autorizzate sono calate di quasi il 40% (da 3.631.304 del 2013 alle attuali 2.134.279), a favore di un aumento dei contratti di solidarietà, continua invece l’aumento della cassa integrazione straordinaria (da 7.193.311 del 2013 alle attuali 7.533.511). Cala drasticamente la Cig in deroga: da 6.862.422 alle 2.302.820 da gennaio-ottobre 2014. Il totale delle ore di cassa integrazione a Padova è dunque pari a 11.970.610 al 31 ottobre scorso (un anno fa si registravano 17.687.037 ore).

      «Siamo impegnati con un percorso di mobilitazione straordinaria nazionale con tre manifestazioni interregionali - dice Sabrina Dorio, segretario generale della Cisl Padova Rovigo -. Il 4 saremo a Milano per rilanciare i temi dello sviluppo e del lavoro che toccano anche il nostro territorio, storicamente votato allo sviluppo ma che, è sotto gli occhi di tutti, come sia ormai da troppo tempo al palo. Certo, la crisi economica sta facendo la sua parte e seminando un clima di sfiducia senza precedenti, ma ci sono problemi infrastrutturali da affrontare in fretta. Penso ad esempio nel padovano a quelle strutture strategiche come Zip e Fiera che dovrebbero vestirsi di un nuovo e credibile piano industriale di rilancio per evitare la paralisi. Ma anche alla realizzazione del nuovo polo ospedaliero per Padova e del futuro Centro Congressi, che certamente garantirebbero maggiore competitività al territorio sotto i profili sanitario e turistico-congressuale anche in chiave regionale e internazionale. Padova è in attesa da troppo tempo di uscire da questa sofferenza economica che genera un aumento del disagio sociale. Per questo serve che gli enti e le associazioni di rappresentanza insieme alle categorie economiche si pongano urgentemente come obiettivo la progettazione del rilancio dell’economia locale, per permettere di tornare ad essere, soprattutto per Padova caratterizzata anche dalla presenza dell’università e della ricerca, un forte polo attrattore».

IL GAZZETTINO - Sabato, 29 novembre 2014