Cassa in deroga, mancano le risorse «E ora arrivano regole ottomane»

VERONA — Dal 2009 al 2012, la Regione Veneto ha stanziato 55,7 milioni di euro per finanziare la cassa in deroga, di cui 5,5 milioni destinati alla provincia di Verona. Il dato mostra che in terra scaligera la crisi è stata meno dura rispetto a quanto si è visto in altre province (nello stesso periodo Padova e Treviso hanno avuto bisogno di circa 14 milioni ciascuna), tuttavia i soldi per quest'anno al momento mancano. «Al futuro governo - ha detto ieri il presidente Luca Zaia - chiediamo responsabilità. Gli ammortizzatori sociali vanno finanziati e alle Regioni spettano già ora 650 milioni di euro per la cassa in deroga, contro un fabbisogno annuo stimato in 1,8 miliardi. Per il Veneto si tratta di 38 milioni di euro, pari all'80% delle risorse dell'accordo, a cui si aggiungeranno le ulteriori risorse del rimanente 20% e le nuove risorse inserite nella legge di stabilità nazionale».

Giulio Fortuni, segretario regionale Cisl Veneto con delega alle politiche per il mercato del lavoro, dice che il tempo stringe: «I 38 milioni di cui parla il presidente Zaia - spiega - bastano a coprire le richieste fino ad aprile. Da lì in poi serviranno nuovi stanziamenti». Anche gli scorsi anni la cassa in deroga è stata finanziata a piccoli passi: «Il problema - dice Fortuni - è che fino all'anno scorso un governo c'era... Diciamo che lo stanziamento di risorse per garantire questo tipo di ammortizzatore sociale si sta facendo urgente». Lucia Perina, segretario Uil Verona, è preoccupata: «A me risulta che ci siano lavoratori ancora in attesa dei soldi che dovevano essere versati nel 2012. Purtroppo la crisi si aggrava». Ma non sono solo le risorse a preoccupare: il presidente di Confartigianato Veneto, Giuseppe Sbalchiero, ha infatti lanciato l'allarme sulle nuove regole «ottomane» che il ministero del Lavoro starebbe per introdurre per scoraggiare le richieste di erogazione.

D.P.

CORRIERE DEL VENETO - Martedì, 19 marzo 2013