«Cabina di regia per il Policlinico». La richiesta della Cgil per salvare i posti. Mancano pochi giorni ai licenziamenti

Policlinico San Marco, la settimana di tregua sta per scadere e se entro la fine del mese non si troverà una soluzione a 55 lavoratori, subito dopo Pasqua, arriverà a casa la lettera di licenziamento. «Non abbiamo margini di manovra» spiega il vicedirettore generale del San Marco, Francesco Camisa che ieri è stato ascoltato dalla commissioni comunali consiliari che si occupano di sanità e lavoro. «Abbiamo annunciato gli esuberi già a novembre del 2011» dice «e li abbiamo congelati come ci è stato chiesto, da ultimo, anche dalla Regione. Qui stiamo parlando della sopravvivenza della struttura, che dà lavoro ad altri 232 dipendenti, più tutti i collaboratori. Non possiamo aspettare per sempre». Ovviamente le organizzazioni sindacali, se pur in modi e toni diversi - come noto la Cisl ha firmato l’accordo sugli esuberi, Cgil e Uil invece no - non sono d’accordo. Domani, dalle 10 alle 12, ci sarà un presidio davanti al policlinico organizzato da Cgil e Uil cui seguirà, a Venezia, un incontro con il presidente della commissione regionale Sanità, Leonardo Padrin. «Gli ricorderemo» spiega Sergio Chiloiro della Cgil, l’unico sindacalista che ieri ha partecipato alla commissione consiliare «che il segretario regionale alla Sanità, Domenico Mantoan, ci aveva garantito che questa partita si sarebbe chiesa senza la perdita di posti di lavoro». I sindacati hanno chiesto al Policlinico l’applicazione dei contratti di solidarietà (lavorare tutti ma lavorare meno, se pur con uno stipendio più basso), il Policlinico ha rifiutato adducendo difficoltà organizzative e gestionali, per cui ora l’unica strada da percorrere, stretta, è quella che prevede la ricollocazione dei 54 dipendenti in altri strutture sanitarie. Ad esempio al Fatebenefratelli del centro storico, ospedale che recentemente, come è emerso ieri in commissione, ha ottenuto una convenzione per una settantina di nuovi posti letto. Posti letto per i quali, riflette il sindacato, servirà del personale. E perché non prenderlo dal San Marco? Il problema, accusa la Cgil, è la mancanza di una cabina di regia che gestisca gli esuberi, cabina di regia che potrebbe essere presa dal Comune di Venezia, con la commissione Sanità presieduta da Giacomo Guzzo, e la direzione dell’As l12, che dato la propria disponibilità per trovare una soluzione che, tuttavia, appare ancora lontana. Mentre sembra sfumata anche la possibilità di accedere ai fondi per la cassa integrazione in deroga: la Regione non ha soldi. (f.fur.)

LA NUOVA VENEZIA - Mercoledì, 27 marzo 2013