COMMERCIO. Opinioni diverse anche all´interno degli stessi partiti tra contrari, favorevoli e possibilisti che mettono paletti ad un eventuale sfru...

Negozi aperti domenica, è tutti contro tutti. Nel Pdl Berlato e Zanettin divisi anche sull´argomento chiusure Moretti (Pd): «Sì, se c´è accordo» No da Cisl e Uil: non porta lavoro

 

Le aperture dei negozi durante le festività sono ancora terreno di dibattito, a qualche mese dalla sonora sconfitta che la Corte Costituzionale ha inflitto a otto regioni, tra cui il Veneto, convinte che la norma sulla liberalizzazione degli orari di apertura e chiusura delle attività commerciali introdotta dal governo Monti violasse la loro competenza in materia di commercio.

La discussione però non si è sopita e vede schierarsi favorevoli e contrari. I primi a invocare nelle libere aperture una soluzione per dare dinamicità al commercio, gli altri a difendere il diritto dei lavoratori a godere dei turni di riposo.

Del fronte dei no fa parte l´europarlamentare e coordinatore provinciale del Pdl Sergio Berlato: «Sono contrario all´apertura domenicale e negli altri giorni di festa. Occorre rispettare il diritto dei lavoratori al riposo, considerando che nei giorni di chiusura di solito si approfitta per trascorrere del tempo con la propria famiglia». La sua è una posizione «che il Pdl sposa a larghissima maggioranza», al netto delle voci contrarie all´interno dello stesso schieramento «espresse però a titolo personale, perché ognuno è libero di dire la propria opinione».

E il riferimento è al senatore azzurro Pierantonio Zanettin, che «da liberale», si dichiara favorevole all´apertura dei negozi nei giorni festivi. «Se questo può aiutare il mercato in un momento di grave crisi, ben venga. Viviamo in un momento critico dal punto di vista economico, in cui si registra un grave calo dei consumi». Certo, fa capire il senatore appena rieletto, tutto ciò non basta: «Sappiamo che non con questo che si salverà l´Italia».

Mentre dalla base del Pdl, il vice coordinatore di Schio Alex Cioni, auspica che «il nuovo Parlamento appena insediato si occupi al più presto di questo argomento individuando soluzioni più equilibrate e di buon senso», dal Partito Democratico, la posizione della vicesindaco Alessandra Moretti, neoeletta alla Camera dei Deputati, è possibilista: «Sono favorevole alle aperture domenicali purché vengano concordate con le categorie economiche e sindacali, nell´obiettivo di tutelare i soggetti più deboli, cioè i lavoratori, soprattutto le donne, e i piccoli esercizi. Lavorare durante le festività infatti significa sacrificare la vita familiare e gli affetti».

Decisi no arrivano invece dal mondo dei sindacati. Il segretario generale della Cisl di Vicenza Gianfranco Refosco afferma: «Siamo di fronte ad aziende che non assumono lavoratori in più per tenere aperte le attività, ma obbligano quelli che già ci sono a saltare riposi settimanali. Al di là di ogni considerazione sindacale, sarebbe il caso di valutare se queste aperture portano beneficio economico».

Insomma «la gente di certo non acquista di più perché ha l´opportunità di farlo anche nei giorni festivi. Già la bassa adesione che sta registrando la città per l´apertura nel lunedì dell´Angelo la dice lunga. Accade poi che per non cedere alla concorrenza, il negoziante decida di tenere aperto, ma che poi i costi di gestione lo costringano ad aumentare il prezzo dei prodotti».

D´accordo sul fatto che le aperture non generano maggiori profitti anche Grazia Chisin, segretario generale della Uil vicentina: «Invece di aumentare, i posti di lavoro sono sempre più messi a rischio. Il sindacato ha sviluppato una contrattazione integrativa soltanto per le aperture domenicali, non per quelle delle festività, perché riteniamo che su queste non si debba transigere. Purtroppo accade che il lavoro nei giorni festivi non sia pagato come straordinario, ma come ferie non godute. Il che significa che i dipendenti potrebbero benissimo rimanere a casa».

Laura Pilastro

IL GIORNALE DI VICENZA - Mercoledì, 27 marzo 2013