Brucia l’autobus degli studentiLa procura apre un’inchiesta

Rovigo, l’autista fa scendere venti ragazzi poi tenta, invano, lo spegnimento I sindacati: mezzo vecchio e manutenzione all’esterno. I numeri in Veneto

GIACCIANO CON BARUCHELLA - L’incendio è partito dal vano anteriore dell’autobus. L’autista ha cercato di spegnere le fiamme senza però riuscirci e, in pochi minuti, il pullman è stato «consumato». Sorte ha voluto che l’incidente si risolvesse con paura e nulla più per il guidatore e la ventina di studenti dell’Istituto professionale Bellini di Trecenta, ieri mattina sul mezzo di Busitalia in servizio sulla linea Badia Polesine-Giacciano con Baruchella, nel Rodigino. La procura di Rovigo ha comunque ordinato il sequestro del bus: il publico ministero Sabrina Duò, evidentemente, vuol disporre propri accertamenti sulle cause del rogo. L’ipotesi di reato, non ancora formalizzata, è disastro colposo. Al momento, il fascicolo d’indagine non contiene nomi di indagati.

L’incidente è avvenuto alle 7.40, non lontano dal centro commerciale Il faro, nel territorio di Giacciano. Il conducente ha notato per primo i segnali del rogo imminente, ha fatto scendere i passeggeri e, attivate le procedure di sicurezza, ha messo mano all’estintore; non è bastato e, per spegnere l’incendio, sono intervenuti i vigili del fuoco. «Dai primi accertamenti - le parole di Ivan Dall’Ara - sembra sia stata una fatalità, non dovuta alle cattive condizioni del mezzo». Il presidente della Provincia di Rovigo, su cui ricade la competenza per il servizio di trasporto urbano ed extraurbano, ha però subito aggiunto: «In ogni caso la Provincia ha già chiesto a Busitalia tutta la documentazione relativa all’incendio e anche un controllo accurato di tutti i bus in servizio sulle tratte polesane».

Andrea Ragona, ex presidente di Legambiente Padova, oggi presiede Busitalia Veneto. L’azienda del trasporto pubblico padovano e rodigino è controllata da Ferrovie dello Stato al 55%, del Comune di Padova le azioni rimanenti. «Indagheremo sulle cause dell’incendio - assicura -. Con una flotta ampia come la nostra la possibilità di un problema su un mezzo esiste. Rinnovare il parco vetture richiede risorse e tempo, anche per i tempi di consegna dei bus, che sono lunghi. L’età media dei nostri autobus è stata comunque abbassata». «Quell’autobus è tutto blu, quindi non è dei più nuovi - dice Stefano Pieretti, del sindacato Cobas -. Da tempo, come organizzazione sindacale, abbiamo messo in discussione la manutenzione ai bus; fatta in house è una cosa; all’esterno, come ha scelto Busitalia, è un’altra». Ragona risponde netto: «In tutto il mondo degli autobus si fa così. Ti vendono mezzo e manutenzione per dieci anni; è la prassi». Pieretti, ma anche Vittorio Rosa di Sls, sindacato lavoro e società, è critico verso la scelta di Busitalia di acquistare un certo numero di autobus usati in Spagna, accanto ai 60 nuovi comperati nel 2018: «Alcuni - ricorda il delegato Cobas - hanno anche 800 mila chilometri nel motore...», quindi qualche colpo di tosse possono darlo. «Si tratta di qualche unità - ribatte il numero uno della società di trasporti - ma il discorso, così, è male impostato. Gli autobus nuovi si acquistano con cofinanziamenti pubblici, che possono coprire in tutto o in parte la necessità di rinnovo dell’azienda e, comunque, vanno attesi; intanto, però, se vuoi rottamare dei vecchi Euro zero, ti conviene comperare degli Euro 4 usati, senza contributo», che in futuro rottamerai, dopo aver comunque ringiovanito il parco circolante.

I 652 autobus e i 18 tram di Busitalia trasportano, ogni anno, 45 milioni di passeggeri, lungo 27 milioni di chilometri di strade percorse; lo scorso anno, come detto, ha comperato 60 autobus nuovi, svecchiando la flotta urbana: 9,9 anni l’età media, contro i 12 della media nazionale. Mobilità di Marca, operatore della provincia di Treviso, di mezzi nuovi prevede di comperarne 88: oggi ne ha 454 in servizio, per 17,5 milioni di chilometri percorsi e 30 milioni di viaggiatori. A Vicenza, Svt ha deciso di sostituire in tre anni 230 dei 389 autobus in servizio, che per 80% sono già dotati di motori a metano o gpl. Il gasolio va pian piano sparendo, ma ci vuole tempo. Atv, l’azienda dei trasporti veronese, copre il servizio urbano solo con bus a gas naturale: lo scorso anno ha speso 19 milioni per 67 nuovi mezzi. Infine Venezia. Avm (Actv più VeLa) prevede di spendere 100 milioni da qui al 2023 per rinnovare bus e navi. Serve tempo ma anche parecchio denaro... (Antonio Andreotti - Renato Piva)

CORRIERE DEL VENETO - Mercoledì, 22 maggio 2019