Bim Gsp, i sindacati incontrano il Cda

Cgil, Cisl e Uil contrari al fallimento societario e ad aumenti di tariffe. «I sindaci devono pagare»

 

BELLUNO «Vogliamo sapere quali sono le reali intenzioni del Cda di Bim Gsp perché le dichiarazioni in merito ad un possibile fallimento della società e ad un aumento repentino della tariffa del 30% paventati nelle settimane scorse dagli attuali vertici societari non ci sono piaciuti per nulla». Cgil, Cisl e Uil insieme alle Rsu saranno oggi ricevuti dal Cda di Gsp per discutere del futuro dell’acqua in provincia. «Il nostro scopo è quello di salvaguardare l’occupazione ma anche gli utenti», dichiara Renato Bressan, segretario della Cgil a nome anche dei colleghi delle altre organizzazioni sindacali. «Le notizie che abbiamo letto nei giorni scorsi sui giornali non sono accettabili. Se dobbiamo pagare queste nuove persone per far fallire la società, allora potevamo tenerci il vecchio Cda, che avrebbe garantito anche qualche risparmio di risorse. Se poi, invece, questa del fallimento è una boutade per smuovere le banche che non hanno ancora aperto i cordoni del credito, va bene, ma non si può giocare sulla pelle dei lavoratori». Le condizioni che i sindacati oggi porteranno al Bim Gsp sono chiare «e sono quelle che da quando è scoppiato questo bubbone continuiamo a ribadire», sottolinea Bressan. «Se così stanno le cose, è arrivato il momento che chi ha sbagliato paghi, cioè i sindaci dei 67 comuni che fanno parte della società che, in questi anni, hanno sempre avallato un bilancio in perdita senza dire nulla, fino a giungere a questo buco milionario. E’ arrivato il momento che si rimbocchino le maniche e che guardino dentro ai loro bilanci per trovare le risorse per sanare, in via progressiva il debito che loro hanno fatto. E’ troppo facile fare i disastri e poi lavarsene le mani, sono capaci tutti ad amministrare una società in questo modo. Ma non è questo che noi permetteremo che succeda», ribadisce con veemenza il segretario della Camera del lavoro. «Non possiamo pensare di far pagare tutto questo ai lavoratori delle imprese che attendono ancora di essere pagate da Gsp, rischiando di fallire. La nostra proposta, è quella di utilizzare parte dell’Irpef per sanare il debito. Utilizzare l’imposta in modo progressivo partendo dai redditi più alti. La situazione di Bim Gsp va risolta al più presto». (p.d.a.)

IL CORRIERE DELLE ALPI - Giovedì, 08 marzo 2012