Beraldo: offro lavoro, nessuno lo vuole I dubbi dei sindacati: tanti over 40 a casa. Il titolare del cantiere: «Vorrei aiutare una famiglia italian...

VENEZIA - Un fabbro, un meccanico per la manutenzione e un geometra. Sono le tre figure che Mirco Beraldo cerca di inserire nell’organico della propria azienda da oltre due anni ma senza riuscirci. «Non sappiamo più da che parte girarci», spiega rammaricato l’imprenditore, titolare del cantiere nautico Beraldo di Ca’ Noghera, disposto a offrire un contratto regolare, un buono stipendio e formazione interna qualora il candidato non fosse ancora all’altezza. Ma niente.

L’ostacolo maggiore? «Quando diciamo che si dovrà lavorare il sabato e la domenica, la maggior parte rinuncia – riprende -. C’è chi mi ha detto che no, non poteva, perché lui nel fine settimana deve andare con la moglie al centro commerciale».

E poi ci sono quelli che inviano il curriculum ma non si presentano all’appuntamento o di quelli che durante il colloquio di lavoro si interessano solamente di quanto percepiranno di stipendio e quanto dureranno le ferie. Così, dopo mesi di ricerche e risposte di questo tenore, Beraldo è arrivato a chiedersi pubblicamente «se veramente in Italia c’è bisogno di lavorare».

Sul tavolo l’imprenditore mette un contratto nazionale da metalmeccanico, inizialmente a tempo determinato, per un impiego annuale. Gli orari di lavoro sono variabili: «Generalmente, in inverno, si parla di 6 o 7 ore al giorno, ma se piove e non ho bisogno degli operai mando a casa quelli in più pagando comunque la giornata – spiega Beraldo - Il lavoro aumenta nel fine settimana perché è soprattutto in quei giorni che i nostri clienti usano la barca».

Paga base da 1.250 euro al mese con possibilità di arrivare a 1.600 in base alle qualifiche e una candidatura aperta anche agli over 30. Finora la maggior parte delle persone che si sono fatte avanti era di nazionalità straniera, cosa che per l’imprenditore non rappresenta un problema: «Ho un operaio romeno che lavora con me da 25 anni e guai a chi me lo tocca — assicura – però se potessi dare una mano a una famiglia italiana sarei più contento».

«Se le cose stanno effettivamente come dice, adesso che ha reso pubblica questa difficoltà credo verrà sommerso dai curricula» commenta il segretario generale della Fiom Cgil metropolitana di Venezia Antonio Silvestri, al quale risulta «un quadro generale molto diverso». «Purtroppo ci sono molti operai del settore a casa, sia italiani che stranieri, giovani e meno giovani, esperti e meno esperti – continua - Persone che di fronte a un contratto regolare e al rispetto dei loro diritti firmerebbero subito».

Gli ostacoli che impediscono a questi lavoratori di trovare un nuovo impiego sono generalmente candidature chiuse agli over 40 oppure proposte inconciliabili con i diritti sanciti dal contratto nazionale. Un mondo difficile che sembra fermarsi fuori dai cancelli del cantiere nautico di Ca’ Noghera. Che forse oggi dovrà navigare in un mare di curricula. (Andrea Rossi Tonon)

CORRIERE DEL VENETO - Martedì, 12 febbraio 2019