«Base Alitalia di Tessera non deve essere chiusa». Comune e Provincia in aiuto al sindacato, la compagnia di bandiera a rapporto per convincerla a...

Cai-Alitalia farebbe bene a sospendere subito e rivedere la sua decisione di chiudere definitivamente dall’1 aprile la sua storica base operativa al Marco Polo di Tessera, il terzo hub aeroportuale nazionale, dopo Fiumicino e Malpensa, che avrebbe bisogno di nuovi voli intercontinentali piuttosto che dei nuovi voli low cost assicurati dalle controllate AirOne e Cityliner. Un appello «trasversale» in tal senso, diretto ai vertici della malridotta compagnia aerea di bandiera, è arrivato ieri dal Comune e dalla Provincia di Venezia, con un sostanziale appoggio anche della Regione, durante il convegno organizzato dalla Filt-Cgil al Pes.co di Tessera. Al convegno, aperto dalle relazioni dei segretari confederali e di categoria Umberto Tronchin, Valter Novembrini e FedericaVedova, erano presenti il vicesindaco di Venezia, Sandro Simionato, gli assessori provinciali Paolino D’Anna (Attività produttive) e Giacomo Grandolfo (Trasporti), i deputati del Pd Andrea Martella e Michele Mognato, il consigliere regionale del Pd e vice presidente della commissione Trasporti del Veneto, Bruno Pigozzo, e il capogruppo del Pd, Lucio Tiozzo. Assente, invece, l’assessore regionale Renato Chisso, che avrebbe però assicurato il suo impegno per convincere Alitalia a non snobbare l’aeroporto veneziano. Simionato e i due assessori provinciali presenti hanno dato il loro pieno assenso alla proposta di Michele Mognato, ripresa dalla Filt-Cgil, di far sì che il Comune e la Provincia (ancora azionista di Save) convochino al più presto i responsabili di Cai-Alitalia per convincerli a sospendere la decisione di chiudere, dal mese prossimo, la base operativa al Marco Polo e avviare un confronto costruttivo che possa riportare la compagnia di bandiera a giocare un ruolo da protagonista nell’hub nazionale di Tessera. «Venezia, da sempre porta verso l’Oriente», recita il protocollo di intenti approvato ieri al termine del convegno della Filt-Cgil, «deve sviluppare maggiormente tutti gli interessi turistico-commerciali verso quella parte di mondo in forte espansione economica. Nell’ambito internazionale deve saper cogliere tutte le opportunità che derivano dall’essere parte integrante di un’area metropolitana, creando le opportune sinergie con tutti gli operatori turistici che sono interessati a Venezia». Nel protocollo d’intenti la Cgil fa anche presente che, contrariamente a quanto sostiene Enrico Marchi, presidente della società che gestisce il Marco Polo, che prevede la costruzione di una nuova pista, «l’attuale pista del Marco Polo, opportunamente attrezzato, è in grado di accogliere fino a 30 milioni di passeggeri l’anno, come dimostrano alcuni scali europei, come Getwick e Stansted e può migliorare l’accessibilità dello scalo oltre al previsto collegamento del tram, con la già finanziata bretella di Sistema ferroviario regionale». Tiozzo e Pigozzo hanno annunciato la presentazione di un ordine del giorno al Consiglio regionale in cui torneranno a sollecitare «un intervento del presidente Luca Zaia» e della Save che «resta in silenzio colposo, accontentandosi del proprio tornaconto commerciale senza impostare la programmazione in termini di compatibilità ambientale e urbanistica in un’ottica di sviluppo futuro».

LA NUOVA VENEZIA - Martedì, 19 marzo 2013