Autobus della linea 4 in fumo a Cadoneghe E un altro si blocca. Due guasti, mattinata da dimenticare per BusItalia. Il sindacato Adl/Cobas: «La sic...

CADONEGHE - Mattinata da dimenticare quella di ieri per i viaggiatori abituali di BusItalia. Intorno alle 8. 30 un bus della linea 4, ossia quella che collega, ogni venti minuti, il capolinea nord del tram, a Pontevigodarzere, con il centro e le frazioni di Cadoneghe, è andato in fumo. Nessuna fiamma, ma tanto fumo nerissimo sia all'interno che all'esterno dell'autobus in seguito ad un improvviso surriscaldamento della coppa dell'olio. Per fortuna l'autista ha capito subito i motivi del guasto tecnico. Ha fatto scendere subito i passeggeri e ha chiamato i tecnici aziendali, che si sono precipitati sul posto in pochi minuti. I viaggiatori, quasi tutti pendolari abituali che si spostano ogni giorno tra Cadoneghe e Padova, hanno dovuto utilizzare un altro bus e sono arrivati a destinazione con un'ora di ritardo. Ma ieri è stata proprio una giornata nera per BusItalia. Più o meno alla stessa ora dell'incidente avvenuto a Cadoneghe, in località Ponte di Brenta, un altro bus, quello della nuova linea 10, che porta in stazione, a Sarmeola di Rubano e anche a Caselle di Selvazzano, ha avuto un'avaria tecnica. Tant'è che subito è arrivato sul posto, dal deposito di via Rismondo, il carro attrezzi di BusItalia, che lo ha trasportato in officina. Sia i sindacati confederali, ossia Cgil, Cisl, Uil, che quelli autonomi (Ugl e Faisa Cisal) e di base (Sls, Cobas, Sgb e Sul), hanno già esternato una valanga di proteste. «Non possiamo andare avanti con questo passo», osserva Stefano Pieretti, coordinatore di Adl/Cobas. «Sono anni che sollecitiamo i dirigenti aziendali a prestare più attenzione alla manutenzione. Specialmente a quella meccanica. Sappiamo benissimo che siamo vicini alla scadenza del bando di gara (22 maggio) per l'assegnazione delle nuove concessioni per i prossimi nove anni, ma non è giusto abbassare il livello di guardia solo perché, in futuro, BusItalia Veneto (55% Fs e 45% Comune) potrebbe non essere più il soggetto concessionario per tutta la provincia. La sicurezza, sia dei lavoratori che dei passeggeri, deve restare sempre un fattore imprescindibile nella circolazione dei bus, sia urbani che extraurbani. Anche perché l'età media dei mezzi pubblici, messi su strada da BusItalia, è superiore a tante altre aziende di Tpl, sia nel Veneto che in Italia». Riguardo l'episodio di Cadoneghe, l'azienda smentisce la versione dei sindacati: l'incidente è avvenuto al bus della prima corsa in partenza da Cadoneghe durante il percorso che il mezzo pubblico effettua per raggiungere il capolinea di partenza, dunque senza passeggeri a bordo. Ci abbiamo provato, ma ieri è stato impossibile stabilire chi avesse ragione. (Felice Paduano)

IL MATTINO DI PADOVA - Mercoledì, 16 maggio 2018