Ater in sciopero «1.300 case sfitte e l’ente bloccato»

VENEZIA Ater nel caos, oggi i dipendenti scioperano e vanno in Regione a chiedere di risolvere l’impasse che da anni paralizza l’ente. Ci sono 1.300 appartamenti sfitti «e negli uffici non si sa chi possa e debba firmare restauri, manutenzioni, dare gli alloggi in consegna ai comuni per le assegnazioni», riassume Mirco Ferrarese della Cgil. Oltre mille alloggi sfitti mentre l’emergenza casa è più che mai all’ordine del giorno. Oggi, per esempio: sono programmati due sfratti e ci saranno mobilitazioni dell’Assemblea Sociale della Casa, di vicini, amici e cittadini affinché due donne non vengano messe in strada. L. è un ex artigiana, vive in un appartamento nei pressi della Fenice che non si può più permettere; V. una madre single cui il marito non passa da mesi gli alimenti e la banca le ha pignorato la casa alla Giudecca. Entrambe hanno raccontato le loro vicende Global Project, il video ieri è rimbalzato sui social con l’hashtag #fermalosfatto! e oggi molti in città si schiereranno al loro fianco per resistere all’esecuzione degli ufficiali giudiziari. «Il problema della casa è grave e potrebbe esplodere. Non possiamo aspettare che succeda un’altra Roma: la gente ha bisogno», dicono dalla loro i dipendenti dell’Ater che ieri in assemblea hanno deciso di fermarsi per protestare contro la stasi dell’ente, paralizzato dalla battaglia politica tra il presidente Alberto Mazzonetto e l’assessore regionale alla casa Massimo Giorgetti. Un commissariamento del presidente bocciato dal Tar, un altro in corso, tutti i piani di riassetto dell’organico decisi dal Cda bocciati da Palazzo Balbi, direttori e facenti funzione che si avvicendano da anni. Risultato: non si sa chi decida cosa, impiegati e geometri non sanno più che fare. Rsu, Cgil, Cisl, Uil e Fiadel avevano già incrociato le braccia ad agosto, oggi si replica. I dipendenti chiedono all’assessore Giorgetti di decidere, di commissariare se è il caso, e di dare chiari indirizzi al commissario. «Perché da qui a maggio non ci possiamo permettere altri mesi di stasi mentre l’emergenza abitativa esplode», dicono i lavoratori. Sarà una giornata calda oggi, accanto all’Ater c’è il sit-in dei trasporti e al protesta di Palomar.

Mo.Zi.

CORRIERE DEL VENETO - Martedì, 25 novembre 2014