«Aprilia, addio a Scorzè da inizio 2016». La “bomba” lanciata in tivù da una dipendente: «Produzione trasferita a Pontedera». Ma azienda e...

NOALE La notizia che fa (o dovrebbe far) tremare i lavoratori è uscita ieri pomeriggio su una trasmissione locale: Aprilia pronta a spostarsi a Pontedera (Pisa), sede di Piaggio, dall’inizio 2016. Una bomba, dato che tra Noale e Scorzè lavorano circa 700 persone, subito disinnescata da azienda (vedi articolo a fianco) e sindacati che si sono affrettati a smentire, alla vigilia di una serie d’incontri che dovranno mettere nero su bianco gli accordi per il 2015. I fatti. Il “servizio esclusivo” intitolato «Lo svuotamento del Veneto» è andato in onda su «Il faro- Economia in luce» ieri alle 13 su Antennatre. In studio anche l’europarlamentare del Pd Alessandra Moretti. Viene intervistata una donna, chiamata Barbara (nome di fantasia), che vuole rimanere anonima «anche a causa di pressioni aziendali». La signora inizia a raccontare la sua storia, partita con l’ingresso in Aprilia quindici anni fa, quando a capo c’era ancora Ivano Beggio (oggi la casa fa parte di Piaggio ndr). Racconta che lavora in catena di montaggio e talvolta anche in pre-montaggio. Parla di «speranza» e di «crescita», che le hanno consentito di comprare un appartamento per guardare al proprio futuro e mettere in piedi una famiglia. Ma oggi le cose sono cambiate. «L’azienda» continua Barbara «ci ha messo davanti a due scelte: o mettersi in mobilità o andare a lavorare a Pontedera. I miei sentimenti sono sfiducia e niente futuro. Ho sentito i colleghi e già parecchi hanno scelto di andare in mobilità per non lasciare la terra d’origine. Pochi hanno scelto di andare in Toscana». L’anno 2016. Incalzata nelle domande, si chiede a Barbara se ci sono stati dei miglioramenti nella produttività ed efficienza nel passaggio da Beggio a Piaggio e se era chiara sin da subito l’idea di svuotare Aprilia e delocalizzare sin da subito. Barbara risponde «sì». A questo punto, la donna inizia a raccontare cosa succederà tra poco più di un anno. «La sede produttiva di Scorzè sarà collocata a Pontedera» riferisce «si poteva tenerla qui, anche se sono state fatte altre scelte. Al momento, 133 persone sono entrate in mobilità. Ero iscritta a un sindacato ma poi mi sono cancellata: da loro ho avuto ben poco aiuto. Loro hanno già i loro iscritti e che siano trasferiti a Pontedera cambia nulla: per interessi, non vanno a smantellare i progetti in atto». E lancia un appello a Moretti: «Come farà a trattenere e aiutare le aziende del Veneto?». Reazioni. Fim Cisl e Fiom Cgil, pur riconoscendo che ci sono dei problemi nelle vendite, smentiscono il possibile trasloco. «Aprilia deve restare tra Noale e Scorzè e lo farà anche in futuro» dice Matteo Masiero di Fim Cisl «e in tutte le nostre riunioni, mai abbiamo avuto sentori di chiusura: fosse stato così, ci saremmo mossi in modo preventivo». Michele Valentini di Fiom Cgil contesta i numeri. «Solo una ventina di persone» precisa «ha scelto di andare via. Siamo davanti a una trattativa delicata, c’è la sovraproduzione ma non c’è alcuna notizia di trasferimento». «Se Aprilia si trasferisse, sarebbe un grave colpo per il Veneto, si smantellerebbe un importante centro di ricerca europeo, si perderebbero posti di lavoro e si depaupererebbe il territorio»: così Alessandra Moretti che dopo le primarie del Pd di domenica ha annunciato di voler andare a fondo della questione.

LA NUOVA VENEZIA - Martedì, 25 novembre 2014