Anziani, allarme truffe. Finti tecnici del gas, fasulle assistenti sociali e adesso anche finti avvocati

ROVIGO - Finti tecnici del gas, finte assistenti sociali, finti avvocati. Tutti truffatori di anziani. Il fenomeno in Polesine è diventato l'incubo delle persone sole o di una certa età. Gli effetti possono essere tragici come ha dimostrato la vicenda di Emma Tenani, 81 anni, vittima di un colpo da 50mila euro, la quale ha subìto un crollo fisico ed emotivo che un mese dopo l'ha portata alla morte, come racconta il figlio. Dalla Questura di Rovigo non è possibile avere un dato certo su quanti raggiri siano stati messi a segno dai malviventi in questi primi sei mesi dell'anno, ma il fenomeno è importante, tanto che da tempo la Prefettura ha messo in piedi un progetto di informazione, mentre i sindacati dei pensionati hanno organizzato incontri pubblici per promuovere la sicurezza degli anziani e spiegare come difendersi da furti e truffe. Da ultimo la Cisl di Padova-Rovigo, che ha chiamato in qualità di relatore Michele Fioretto, commissario capo della questura di Rovigo, che da tempo si spende in questi incontri formativi.

Fioretto ha illustrato i metodi con cui i truffatori riescono a raggirare specialmente le persone anziane e fragili: «Quello dei finti avvocati è il metodo che ultimamente va più a segno. Il meccanismo è semplice. I malviventi telefonano ai malcapitati a un apparecchio fisso, comunicando che un loro congiunto è stato arrestato o è comunque in pericolo e gli servono dei soldi. Finita la telefonata, mentre il truffato riattacca la cornetta, i truffatori tengono aperta la conversazione, così quando gli anziani cercano di contattare le Forze dell'Ordine per verificare quanto riferito loro, a rispondere sono sempre i truffatori che si fingono agenti di polizia e confermano la notizia. A quel punto si presentano a casa delle vittime, chiedono loro del denaro contante per aiutare il congiunto. E se non ne hanno abbastanza si fanno consegnare i gioielli». Per non farsi raggirare bisogna stare molto attenti, come consiglia la brochure "Attenti alle truffe" della Prefettura. In particolare, non aprire agli sconosciuti e nel caso telefonare prima all'ente cui dicono di appartenere, per verificare che sia vero. (Marina Lucchin)

IL GAZZETTINO - Domenica, 03 luglio 2016