Allo studio dei presidi l’iniziativa di un liceo veronese. Il Renier in cerca di un benefattore per le carte geografiche. Lo sponsor in classe un

BELLUNO Ricorrere agli sponsor per trovare fondi per la scuola? Perché no? L’iniziativa di un liceo veronese, che ha deciso di stampare una pubblicità sul libretto delle giustificazioni, potrebbe essere ripetuta anche in terra bellunese: «Si tratta di una possibilità che alle scuole non viene vietata», sottolinea Paolo Fratte, dirigente del Liceo statale “Renier” di Belluno, «ed è possibile che prima o poi venga presa in considerazione. Negli ultimi 3-4 anni i tagli ministeriali sono stati costanti, del 20% all’anno. Si parte già prevenuti, nel senso che mettiamo in conto che le risorse potrebbero anche non arrivare. Quindi non escludiamo le iniziative che possono contribuire ad aiutarci». Al “Renier” l’intenzione sarebbe di dotare tutte le classi di carte geografiche da appendere ai muri, come un tempo: «Non avendo le risorse» precisa Fratte, «l’unico modo per portare a termine questa operazione è rivolgerci a degli sponsor. Non sarà elegante, ma le risorse sono al lumicino e per gli istituti la situazione è difficile». Il dirigente dell’Istituto “Catullo” Michele Sardo sostiene che l’ipotesi sponsor potrebbe essere utile nel campo dell’alternanza scuola-lavoro, «per agevolare esperienze che permettano un legame maggiore con il mondo professionale», sottolinea. Da parte sua, il preside dell’Itis “Segato-Brustolon” Salvatore Russotto ricorda che Luxottica quest’anno ha dato importanti contributi alle scuole per l’organizzazione dei corsi di recupero: «Un contributo che speriamo venga mantenuto», commenta. «La questione sponsor non è stata ancora presa in considerazione. Non diciamo di no, ma prima ci riserviamo di prendere in esame i termini normativi». Intanto, sta di fatto che i tagli al mondo scuola sono pesanti: «L’anno scorso abbiamo sopperito con i fondi di istituto», dice ancora Sardo, «e importanti sono anche i contributi volontari dei genitori, grazie ai quali abbiamo potuto portare avanti il progetto “Scuole in rete”, le mostre allestite in passato e quelle ancora visibili, le iniziative di educazione alla salute e ambientale». «Grazie ai genitori, lo scorso anno abbiamo potuto raccogliere quasi 3 mila euro, che sono serviti per l’acquisto di materiale informatico», fa presente Fratte. «Infatti, nella nostra scuola il registro elettronico è già attivo e tutte le aule sono dotate di strumentazione con rete, connessione internet e videoproiettore». Sul fronte risorse, anche scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado sono in attesa di capire quale sarà la portata dei tagli. «Il ministero ci aveva promesso che i dati sarebbero arrivati ai primi di settembre, ma ancora non si sa nulla», mette in risalto il dirigente dell'istituto comprensivo “Belluno 2” Salvatore Oliva. «In questo modo programmare è molto complesso. Alla scuola si chiede sempre di più, ma come si può fare se le risorse sono sempre meno?». E se Fulvio De Bon, dirigente di “Belluno 3”, prima di fare previsioni preferisce aspettare l’approvazione del bilancio, prevista per metà ottobre, Concetta Spadaro, alla guida del comprensivo “Belluno 1”, pone l’accento sulla questione insegnanti: «Stiamo cercando coperture per posti di sostegno e non solo», spiega, «ma gli insegnanti in graduatoria che contattiamo continuano a rifiutare, forse perché aspettano supplenze più lunghe. Quando c’è carenza di personale per malattie o assenze, ci dobbiamo organizzare internamente. L’anno scorso, per esempio, la sottoscritta ha fatto ben 60 ore di supplenza».

IL CORRIERE DELLE ALPI - Sabato, 20 settembre 2014