Alla «Salvagnini» in bilico 144 posti .I sindacati: ricatto dei manager

Alla «Salvagnini» in bilico 144 posti .I sindacati: ricatto dei manager
SAREGO - «La "Salvagnini Italia" ci ricatta chiedendo di barattare 144 licenziamenti con l'azzeramento dei premi di produzione e degli indennizzi di trasferta per tutti». La pensa così Morgan Prebianca (Fiom-Cgil) che, assieme a Fim-Cisl, ieri ha fatto scioperare i lavoratori dell'azienda di Sarego, produttrice di macchine ad elevato contenuto tecnologico, con manifestazione davanti alla sede.
Ribellione Gli operai ieri hanno contestato le richieste aziendali
«Per accettare il contratto di solidarietà l'azienda pretende queste condizioni inaccettabili» avvertono i sindacati che venerdì scorso hanno incontrato la proprietà. «L'azienda ha un calo di mercato, nei mesi scorsi si è fatta cassa integrazione» spiega l'esponente Fiom. Ai sindacati è stata data disponibilità a un contratto di solidarietà, a patto di tagliare trasferte e premio. Per i 144 dipendenti in esubero - su circa 600 - si sarebbe altrimenti avviata la mobilità. «Ce ne siamo andati per organizzare lo sciopero di ieri - continua Prebianca - L'indennità di trasferta è ferma da otto anni, pari allo stipendio più 126 euro lordi al giorno. I dipendenti stanno in trasferta anche mesi, in Paesi come Cambogia e Palestina. Non accettiamo il taglio della contrattazione aziendale così si scarica la crisi solo sui lavoratori. All'azienda da mesi chiediamo di farci vedere un piano industriale, invano».
Ora le maestranze sono in attesa di una convocazione o dell'avvio della procedura di mobilità per 144 persone. Sulla vicenda critica anche Marina Bergamin, segretaria vicentina della Cgil: «Non riusciamo a capire perché ricattino sindacato e lavoratori. Finora siamo riusciti a evitare fratture sociali, ma siamo molto preoccupati per i prossimi mesi».

CORRIERE DEL VENETO - Martedì, 23 marzo 2010