Alitalia, voli decurtati personale trasferito «Sarà effetto a catena la politica intervenga»

VENEZIA - Otto tratte in meno, una presenza ridotta all'osso, il personale di volo spostato a Milano e ricadute sia sui viaggiatori che sulle categorie economiche del territorio dal primo aprile: il ritiro di Cai/Alitalia dal Marco Polo diventa sempre più evidente. In un'iniziativa pubblica a cui hanno partecipato amministratori, deputati, consiglieri regionali, la Cgil ha contestato il progetto di abbandono di Tessera da parte del gruppo Cai (che comprende le compagnie Alitalia, Cityliner e AirOne): il numero di voli complessivi, come annunciato dalla stessa compagnia dopo aver più volte parlato anche pubblicamente di potenziamento, è stato drasticamente tagliato, passando dai 28 giornalieri della scorsa estate ai 20 della prossima stagione. Ma più dei tagli a voli e frequenze a preoccupare la Cgil sono lo spostamento di una settantina di lavoratori e le conseguenze dell'indotto economico a partire dall'handler Gh. «E' vero che dei 70 lavoratori che saranno spostati a Milano da aprile sono una minoranza è veneziano mentre la maggior parte è romana, ma comunque è tutta gente che ormai è qui dal 2008 e si sarebbe trasferita più volentieri a Roma che in Lombardia - spiega Federica Vedova, segretaria Filt con delega al trasporto aereo - oltre al personale di volo, ci saranno ricadute sugli handler che si troveranno senza lavoro, e sugli operai della manutenzione: quanto a lungo Alitalia li terrà qui con un solo aeromobile di stazione a Tessera?». Proprio a favore degli operai si era schierata nei giorni scorsi anche la Uil, che denunciava il possibile spostamento a Torino delle tute blu. La chiusura di fatto di una base aperta pomposamente la scorsa primavera è sintomo del momento difficile di Cai, con gravissimi problemi economici nonostante il salvataggio del 2008, costato agli italiani 4 miliardi di euro. «A fronte di un incremento del 12% di passeggeri al Marco Polo - hanno denunciato i consiglieri regionali Bruno Pigozzo e Lucio Tiozzo - Alitalia ha ridotto i voli e perso passeggeri, a vantaggio dei concorrenti: serve che la politica locale faccia lobby per mantenere la base a Venezia». Anche perché le istituzioni si sentono prese in giro, dopo che per ben due volte si son sentite dire in commissione consiliare a Ca' Farsetti che Alitalia non lasciava ma rilanciava. «Che ci sia un problema a livello nazionale è innegabile - spiega il segretario provinciale del Pd e neo deputato Michele Mognato - ma è ora di convocare i vertici di Cai per un confronto sincero sul futuro». A questo incontro, che dovrebbe esser chiesto dalla Regione con urgenza visti i tempi, siederà come parte attiva anche la Provincia: «Temo che l'abbandono possa avere un effetto a catena su tante categorie economiche, quello che oggi è negativo può diventare drammatico nel giro di sei mesi», ha detto l'assessore al lavoro Paolino D'Anna.

Andrea Saule

CORRIERE DEL VENETO - Martedì, 19 marzo 2013