Actv, scontro sul piano evasori «Chi ha preso il premio paghi»

VENEZIA - Levata di scudi contro il piano anti evasori di Actv. Il piano prevede tornelli agli imbarcaderi, fermate attrezzate dei bus e controllori a tappeto sui mezzi pubblici ma non convince i consiglieri comunali. «Più che tecnologia, servono verificatori», hanno detto ieri in commissione Mobilità i consiglieri di maggioranza e opposizione che hanno anche mosso pesanti critiche all'azienda. Non sull'efficienza del servizio, il problema sono le statistiche dell'evasione, da sempre motivo di dissapori tra Consiglio e azienda. Per anni infatti Actv ha sostenuto che i furbetti non arrivavano al 2 per cento e solo negli ultimi mesi un'indagine ha rivelato che invece sfiorano il 10 per cento, come sospettavano i consiglieri. «Io mi fido di chi è del mestiere - ha detto Claudio Borghello, capogruppo del Pd - i nuovi dati mi rammaricano, confermano le nostre denunce, è un problema per chi come me vi ha sempre difeso, servirebbe un'assunzione di responsabilità». Renzo Scarpa, Gruppo Misto, ieri ha chiesto il licenziamento di chi si è occupato di verificare l'evasione e Renato Boraso, Impegno per Venezia e Mestre, ha tuonato: «Chi sbaglia deve pagare, c'è chi ha preso incentivi perchè l'evasione era sotto il 2 per cento: va punito». Per ogni punto percentuale di portoghesi, Actv perde 700 mila euro nella navigazione e 300 mila nell'automobilistico e dunque ogni anno vanno recuperati circa 3 milioni di euro. Per farlo, è stato messo a punto un piano articolato che prevede tornelli in 51 imbarcaderi, un investimento di circa 3 milioni ammortizzati con il recupero dell'evasione. Inoltre, in terraferma si sperimenteranno su 2 bus sbarre d'accesso apribili con la «bippata» dell'Imob e fermate con una sorta di cabina in cui si entra sempre con biglietto o abbonamento. «Ci servono 170 controllori - ha spiegato Marcello Panettoni, presidente di Actv - ma non possiamo assumere, costerebbe troppo, con i sindacati siamo per ora arrivati a 102 operatori». Autisti e marinai non più abili alla guida, part-time trasformati in full-time e assunzioni stagionali anticipate ad aprile comporranno quindi l'esercito anti-evasione che tra aprile e maggio entra in servizio. «Il piano suscita perplessità, la tecnologia può aiutare - ha detto Emanuele Rosteghin, Pd - ma solo la presenza di controllori incide sull'evasione». Boraso poi ha chiesto «più manganelli che tornelli» mentre Pino Toso, Pd e Sebastiano Costalonga, Fratelli d'Italia, hanno sollevato dubbi sui tornelli: «Al Lido e a San Marco sono spesso rotti, senza manutenzioni l'investimento è inutile». Actv però rassicura, i modelli sono diversi e visibili oggi a Accademia e Tronchetto.

G.B.

CORRIERE DEL VENETO - Mercoledì, 27 marzo 2013