Actv, polemica sulle manutenzioni. In due anni 3 incendi. L'azienda: guasti nella media, l'attenzione non cala

MESTRE - La domanda più ricorrente tra i sindacati è perché quell'autobus, martedì mattina, si sia completamente incendiato. Per la Cgil il problema sta nella manutenzione carente, per Usb e Ugl invece la questione sarebbe legata ai materiali di fabbricazione. Actv, che ha aperto un'indagine interna per stabilire le cause dell'incidente, respinge al mittente qualsiasi accusa di negligenza. «Come mai in pochissimo tempo il mezzo è stato distrutto - attacca Alfredo Pipino di Ugl Trasporti - chi si occupa dell'idoneità dei materiali di costruzione? Negli ultimi due anni questo è il terzo mezzo di Actv coinvolto in un incendio, non credo si tratti di difetti di fabbricazione ma nemmeno fatalità casuali». Nessuno dei casi precedenti era stato così grave. Principi d'incendio, scaturiti dall'impianto frenante o da una cannella del gasolio rotta. Stessa tipologia di guasto che, nel 1998, aveva scatenato il rogo che aveva distrutto un motoscafo dell'Actv. «I mezzi escono dalle fabbriche senza una adeguata coibentazione - aggiunge Danilo Scattolin di Usb - e quando si surriscaldano i ceppi, vanno in fiamme. Servirebbero dei pannelli ignifughi che evidentemente i bus di Actv non hanno». Ipotesi che convince poco i rappresentanti di Uil e Cgil. «I materiali sono quelli previsti dalla normativa - precisa Gianni Carraro della Uil - si è trattato di un disguido tecnico che poi si è esteso. In ogni caso abbiamo già chiesto più attenzione negli acquisti degli autobus e che i fornitori usino materiali meno infiammabili possibile, con un sistema di isolamento tale da evitare che l'incendio si propaghi». Per Valter Novembrini, segretario della Filt Cgil di Venezia, il problema è un altro. «La manutenzione non è adeguata - dice - soprattutto all'esterno i controlli latitano. Una questione che abbiamo segnalato più volte all'azienda, perché gli incidenti si verificano proprio quando si abbassa la guardia». Actv replica che l'autobus della linea 7 Venezia Mirano, finito in fiamme martedì, comprato dalla Svizzera nel 2012, era stato immatricolato nel 2001. Una volta a Venezia aveva subito una completa revisione e ristrutturazione. L'impianto frenante, per esempio, quello da cui si presume possa essere partita la scintilla che ha incendiato lo pneumatico posteriore destro, era nuovo. «Fino a ieri non aveva avuto nessun tipo di problema - spiegano i tecnici di Actv - a metà febbraio erano state fatte tutte le modifiche per renderlo compatibile con le normative Actv». L'azienda smentisce inoltre che vi sia un aumento di incidenti. «Nel 2012 - aggiungono da Actv - gli incidenti erano in calo rispetto al 2011. Considerando il fatto che, per via dei tagli, c'erano meno corse, si può dire che in proporzione il dato è rimasto sugli stessi livelli. I materiali? Una parte dei componenti dei mezzi è ignifuga, altre non possono esserlo per forza, a partire dalle parti meccaniche e dalle gomme».

D.Tam.

CORRIERE DEL VENETO - Giovedì, 07 marzo 2013